6 dicembre 2019
Aggiornato 15:31
Manovra finanziaria

Moscovici all'Italia: "La mano resta tesa. A Salvini non volevo dare del mercante di tappeti"

"Aperti al dialogo, le regole non sono rigide né stupide. Ci sforziamo per trovare delle soluzioni" ha detto il commissario europeo in conferenza stampa a Parigi

BRUXELLES - Sul bilancio italiano "ci sforziamo per trovare delle soluzioni": lo ha detto il commissario europeo agli Affari economici, Pierre Moscovici, parlando della manovra italiana in conferenza stampa a Parigi.  "Non sono mai stato un partigiano delle sanzioni. Penso che le sanzioni siano sempre un fallimento" ha voluto dichiarare l'eurocommissario, che aggiunge: "Sono sempre stato un commissario favorevole alla flessibilità, aperto al dialogo tra Roma e Bruxelles, legato a un'Italia che rimanga al centro della zona euro". Per l'Italia "la porta resta aperta, la mano tesa. Dobbiamo cercare con tutte le forze delle soluzioni condivise nell'interesse degli italiani e della zona euro".

Segnali di pace?
Segnali di pace dunque sembrano arrivare da Bruxelles. Le tensioni commerciali globali, la Brexit, e la manovra italiana sono le tre principali "incertezze" che pesano sull'Europa. Il responsabile Ue ha sottolineato che rispetto ai tre principali rilievi fatti all'Italia dalla Commissione Ue - crescita, deficit, debito - "al momento attuale non hanno trovato risposta». "Continuiamo a pensare che la manovra italiana comporti rischi per aziende, risparmiatori e cittadini italiani. Questo rischio ha un nome: si chiama debito al 130% del Pil".

Procedura di infrazione sì o no?
L'incontro di sabato scorso a Bruxelles con il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, il premier Giuseppe Conte e il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, si è svolto in un clima "utile, costruttivo, amichevole e disteso", ha detto Moscovici sottolineando, tra l'altro, che la riunione ha permesso di "capirsi meglio per cercare di progredire insieme». E riguardo alla possibile procedura d'infrazione contro l'Italia ha spiegato che "allo stato attuale, per quanto riguarda il debito, sarebbe necessaria", ma "non siamo ancora a questo punto", il dialogo con le autorità italiane "continuerà" fino all'ultimo. Moscovici ha ricordato infine che gli Stati membri hanno ora una settimana "per decidere se avviare o meno" le raccomandazioni dell'esecutivo Ue sulla manovra italiana, anche se "non ho dubbi sul fatto che la confermerebbero". «In questo caso – ha precisato – ci sarebbe una nuova raccomandazione» all’Italia.

Il dietrofront di Moscovici con Salvini
Per il commissario l’avvicinamento tra Roma e Bruxelles è «possibile e necessario» e, quasi a riprendere le parole di Salvini e Di Maio, ha aggiunto che «non si tratta di dare cifre, di citare questa o di quell’altra decimale. O riusciamo ad avvicinarci alle regole o non ci riusciamo», ha spiegato. Un modo per mettere un freno alle parole del vicepremier leghista dopo aver detto nei giorni scorsi che «non ci sarebbe voluta una trattativa da mercanti di tappeti». «Non volevo certamente dare del mercante di tappeti a Salvini, mi mettevo io stesso in quella stessa categoria – ha precisato Moscovici – In realtà, si tratta di un’espressione francese che significa semplicemente: ‘le regole le applichi o non le applichi‘, anche se le puoi sempre applicare in modo intelligente o flessibile». Dal canto suo Salvini ha spiegato intanto che non ci sarà nessun nuovo documento che il governo invierà alla Ue sulla manovra: «Spetta al Parlamento approvarla e sarebbe quantomeno ingeneroso che qualcuno dall’Europa prendesse provvedimenti sanzionatori prima ancora che la manovra esista».