17 dicembre 2018
Aggiornato 11:33

Manovra, prove di dialogo con l'Ue

A Bruxelles l'incontro tra il premier Conte e il presidente della Commissione Juncker: aperto uno spazio di confronto per evitare la procedura

BRUXELLES - «Sono molto soddisfatto». Con queste parole il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha fatto il punto sulla cena di lavoro di sabato sera a Bruxelles con il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, per parlare della manovra finanziaria italiana bocciata dall’Esecutivo comunitario. L’incontro, a cui hanno partecipato anche anche il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, il vicepresidente della Commissione responsabile per l’Euro, Valdis Dombrovskis, e il commissario Ue agli Affari economici e Finanziari, Pierre Moscovici, «non è stato risolutivo», ha ammesso il premier, ma è stato comunque importante per «l’apertura di questo dialogo» che «dobbiamo mantenere aperto» e «continuare nell’interesse reciproco»

Un dialogo per evitare la procedura
Ancora è presto, ovviamente, per sapere se questo dialogo servirà a evitare la procedura contro l’Italia: «Confido che il dialogo possa portare a evitare la procedura, sono sempre ambizioso quando negozio» ha spiegato Conte. Comunque, «non abbiamo discusso dei saldi finali» ha puntualizzato il premier «e ovviamente non ho posto assolutamente nessuna rinuncia alle riforme che sono punti qualificanti del nostro programma di governo e della nostra politica economica»

«Una questione da affrontare in maniera distesa»
Quanto alla possibilità di avere almeno più tempo e rallentare le fasi della procedura, Conte ha spiegato che «i tempi erano sullo sfondo» della discussione. «Ci siamo solo detti come, ho già anticipato, che è bene affrontare la questione in modo disteso e in modo da poter coltivare questo dialogo». Ed è, ha aggiunto, «nell’interesse reciproco: anche per dare la possibilità a questo dialogo di alimentarsi, occorrono dei tempi più distesi»

Ma un «passo in avanti c'è»
Il «passo in avanti» di quest’incontro, ha riferito Conte ai giornalisti, sta proprio «nel fatto che io avevo auspicato un dialogo costruttivo con la Commissione e direi che il clima mi ha rasserenato sul fatto che si stia proseguendo in questa direzione». Si è discusso, ha continuato Conte, in un clima di rispetto reciproco: «L’Italia offre un atteggiamento molto ragionevole e costruttivo» e da parte degli interlocutori comunitari «c’è molto rispetto nei confronti dell’Italia», ha sottolineato.

L'Italia e gli «altri» Paesi europei
A chi faceva notare che la manovra italiana non piace neanche agli altri Paesi europei, Conte ha risposto: «Io non mi arrischierei a riassumere le posizioni di 27 stati membri, mi sembra molto arrischiato». Durante il vertice Ue sulla Brexit, ha aggiunto, «avrò senz’altro la possibilità di incontrare gli altri leader europei con i quali avrò degli scambi, e potremmo anche parlare in ordine all’aggiornamento su questo tema». Il premier ha anche respinto con forza l’idea che si possa parlare di un «rischio Grecia». «L’Italia» ha osservato «mi sembra che abbia dei fondamentali così solidi che non parlerei assolutamente di rischio Grecia, mi sembra fuori luogo».

Gli italiani preoccupati dei loro risparmi
Che cosa può dire, gli è stato chiesto, agli italiani preoccupati per i loro risparmi, le reazioni negative dei mercati, l’aumento dello spread e degli interessi sui mutui? «Anche su questo» ha risposto Conte «questo scambio ha avuto un aspetto positivo, perché abbiamo convenuto per entrambe le parti che i toni devono essere mantenuti bassi. Dobbiamo continuare in questo dialogo e confidare che lo spread possa scender». E alla domanda se pensi che questo possa bastare ha replicato: «Può contribuire visto che ci hanno detto che i toni alti lo alzavano». A un cronista che chiedeva, infine, di cosa fosse soddisfatto, Conte ha risposto «di quello che ci siamo detti. Ricordate» ha aggiunto in modo sibillino «che le negoziazioni migliori si fanno in via riservata non pubblicamente, questo lo capite».