23 gennaio 2019
Aggiornato 12:00
Borsa

L'Europa boccia l'Italia, ma i mercati la promuovono: cala lo spread

Nonostante la procedura d'infrazione aperta contro la nostra legge di Bilancio, il differenziale si è ridotto e Piazza Affari è salita. «Meglio così», sorride Salvini

Il rialzo del tasso dei Btp a 10 anni
Il rialzo del tasso dei Btp a 10 anni

ROMA – Ancora una volta l'Unione europea si dimostra più severa con l'Italia di quanto non lo siano i temuti mercati finanziari. Negli stessi giorni in cui Bruxelles ha sonoramente respinto la legge di bilancio italiana, aprendo una procedura d'infrazione, infatti, non solo non si è registrato alcun effetto negativo sulla borsa, ma addirittura il famigerato spread è sceso. Mercoledì sera, nel giorno dell'attesa bocciatura della manovra da parte della Commissione, si è registrata una chiusura in deciso rialzo per Piazza Affari, che ha rimbalzato dopo essere scesa il giorno precedente ai minimi dal 2016. L'indice principale Ftse Mib ha guadagnato l'1,41% a 18.731 punti, mentre dopo la fiammata di lunedì si è notato anche un deciso restringimento per lo spread, calato a 310 punti. E lo stesso andamento si è tendenzialmente confermato anche nella mattinata di mercoledì.

Soddisfazione del governo
Il motivo di questo apparente paradosso è che i mercati, dopo le pesanti recenti correzioni, avevano già ampiamente scontato l'annuncio odierno dell'Europa. Insomma, la decisione era talmente attesa che il suo effetto finanziario è stato dato pressoché per scontato. E questo risultato ha avuto anche comprensibili conseguenze politiche, tanto che il vicepremier Matteo Salvini non ha mancato di far notare su Twitter: «Oggi luuuuunga giornata... Nonostante la 'lettera' di Bruxelles, la Borsa sale e lo spread scende, meglio così». Ai microfoni di Uno mattina, su Rai 1, il leader della Lega ha poi ulteriormente rincarato la dose: «Lo spread è deciso con un clic dall'altra parte del mondo. In cinque mesi abbiamo fatto tanto, ma non vorrei che qualche speculatore non volesse che continuassimo a fare altrettanto».

Flop dei Btp
Il segnale negativo per l'economia italiana viene invece dal collocamento dei buoni del tesoro. La richiesta dei piccoli risparmiatori per i nostri Btp ha infatti deluso: in tre giorni si è fermata ad appena 863 milioni, il valore più basso nella storia per questo tipo di titolo. Persino nel giugno 2012, in piena emergenza per lo spread, al termine della terza giornata si giunse comunque a 975 milioni. Ma si tratta comunque soltanto della prima fase di questo collocamento: da oggi toccherà agli investitori istituzionali, e nelle prossime ore si vedrà se la loro risposta sarà più entusiasta.