19 settembre 2019
Aggiornato 10:00
Genova

Toninelli: Autostrade metta i soldi, il ponte lo ricostruiamo noi

"Ricostruzione e risarcimento sono due piani completamente differenti" ha detto il ministro in audizione

Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli durante l'audizione sul crollo del ponte Morandi di Genova davanti alle commissioni riunite VIII della Camera e del Senato
Il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Danilo Toninelli durante l'audizione sul crollo del ponte Morandi di Genova davanti alle commissioni riunite VIII della Camera e del Senato ANSA

ROMA - Autostrade "i soldi li mette", ma il ponte "lo ricostruiamo noi». Il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, è perentorio. In un'intervista a Radio Anch'io non lascia spazio ai dubbi: "Che Autostrade debba ricostruire il ponte è scontato in termini risarcitori, aveva l'obbligo di manutenere l'infrastruttura. E' normale che debbano mettere i soldi, ma è altrettanto normale che non possano essere loro a ricostruire il ponte. Sarebbe una follia, irrispettoso verso i familiari delle vittime, i feriti e gli sfollati - ha aggiunto - che senso di sicurezza potremmo dare ai cittadini se facessimo ricostruire il ponte a chi l'ha fatto crollare?». Dunque, chiede il giornalista, se Autostrade presenterà il progetto di ricostruzione sarà rispedito al mittente? "Direi proprio di sì. Ricostruzione e risarcimento sono due piani completamente differenti".

Nazionalizzazione?
Le nazionalizzazioni non vengono "fatte a tappeto" ha detto ancora. "Ho parlato con Di Maio e Salvini. Ci sono casi molto chiari come quello dell'A10 in cui sono stati utilizzati soldi dei contribuenti, dei cittadini italiani per la costruzione di un'importantissima infrastruttura. Nonostante ciò - ha sottolineato il ministro - è stata affidata ai privati che l'hanno utilizzata per fare immani guadagni per circa 20 anni». Per quanto riguarda la ricostruzione del ponte, l'ipotesi di Fincantieri e Cassa depositi e prestiti "è una delle strade. Non è la decisione di un singolo. E' una decisione del Governo".

Aperta ufficialmente la procedura di revoca
Intanto, nelle repliche davanti alle commissioni riunite Ambiente di Camera e Senato, dove Toninelli ha riferito sul crollo del ponte Morandi, è stata ufficialmente aperta la procedura che ha come fine la revoca della concessione ad Autostrade per l'Italia non solo per quanto riguarda la A10 ma per tutta la convenzione unica. Ora il punto non è nazionalizzazione sì o nazionalizzazione no, ha spiegato ancora il ministro: "L'A10 è una infrastruttura costruita con soldi pubblici degli italiani che non ne hanno giovato ma ne ha beneficiato un privato" per cui la nazionalizzazione "mi sembra essere un percorso assolutamente dovuto e doveroso, prima per le vittime di questa immane tragedia e poi per tutti gli italiani che i soldi li hanno messi". 

Sulla Gronda...
Infine, una battuta sul progetto della Gronda di Genova da sempre osteggiato dal M5s. "Io non ho mai espresso alcun giudizio, alcun parere tecnico-scientifico sulla Gronda, un'opera che non rientra nel contratto di governo" ha fatto sapere Toninelli, placando qualunque tentativo di polemica. "Chi la collega all'immane tragedia sta commettendo un enorme errore». Non è stata fatta alcuna espressione politica nei confronti di quell'opera, che nasce 30 anni fa con la bretella - ha spiegato - non si può collegare un'opera che iniziava l'anno prossimo, che finiva tra 10 anni se tutto va bene, che quindi iniziava l'anno dopo la caduta del ponte, possa essere una concausa della stessa immane tragedia.