20 febbraio 2020
Aggiornato 12:30
Decreto dignità

Di Maio: dl Dignità ha contro lobby di tutti i tipi. E nella notte spunta un misterioso «8mila posti di lavoro in meno»

Non è una cosa messa dai miei ministeri. Luigi Di Maio spara a zero contro chi ha fatto di tutto per non far passare questa proposta

ROMA - "Questo decreto Dignità ha contro lobby di tutti i tipi, tanto è vero che c'è voluto un po' per farlo arrivare in porto e per farlo arrivare al Quirinale e ringrazio il presidente per la firma». In una diretta Facebook in viaggio verso Matera il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio spara a zero contro chi ha fatto di tutto per non far passare questa proposta. Riferendosi poi al numero di 8mila posti di lavoro che andrebbero persi a causa del decreto, numero secondo il ministro inserito nottetempo nella relazione tecnica prima che il testo approdasse a Quirinale, sottolinea di essere convinto che questo numero sia stato "un modo per cominciare a indebolire il decreto e fare un po' di caciara, ma non mi spaventa. Tutti devono sapere che questo decreto non lo abbiamo fatto per aumentare la disoccupazione ma aumenterà i contratti stabili". 

Da dove arriva quel dato
Nessun numero sulla perdita dei posti di lavoro era contenuto nel decreto Dignità. Questi famosi 8 mila dunque sono un mistero. "Leggo sui giornali di stamattina che questo decreto farebbe perdere 80mila posti di lavoro. Mi faccio una risata. Non sta da nessuna parte. C'è un altro numero, 8mila, perché nella relazione c'è scritto che questo decreto farà perdere 8mila posti di lavoro in un anno». Quel numero, "che per me non significa assolutamente nulla, perché nessuno ha spiegato cosa significava", è apparso nella relazione tecnica al decreto la notte prima che si inviasse al presidente della Repubblica. "Non è una cosa che hanno messo i miei ministeri, non è una relazione che hanno chiesto i miei ministeri, e soprattutto non è una cosa che hanno chiesto i ministri della Repubblica". Il tema è quanti sono i contratti a tempo determinato: la Relazione dice che in Italia su quel tot, spiega Di Maio, per effetto del decreto se ne perderanno 8mila. "Perché nella relazione non c'è scritto invece quanti contratti a tempo indeterminato nasceranno per effetto della stretta sui contratti a tempo determinato" atacca ancora il ministro del Lavoro, "visto e considerato che aumenteremo gli incentivi sull'indeterminato, perché non c'è scritto questo o si lascia intendere che questi sono dei licenziamenti?".

La replica del Mef
Immediata la replica di fonti del ministero dell'Economia: "Le relazioni tecniche sono presentate insieme ai provvedimenti dalle amministrazioni proponenti, così anche nel caso del decreto Dignità, giunto al Mef corredato di relazione con tutti i dati, compreso quello sugli effetti sui contratti di lavoro della stretta anti-precari». "La Ragioneria generale dello Stato - aggiungono fonti Mef - prende atto dei dati riportati nella relazione per valutare oneri e coperture». "Il dato è una stima dell'Inps".

Carfagna (Fi): ministro Lavoro minaccia lavoratori
Il dl Dignità continua comunque a non piacere a molti. In primis ai forzisti. "Ma come può un ministro del Lavoro minacciare i lavoratori? Il Movimento 5 stelle non vuole l'accordo di libero scambio Ceta e Luigi Di Maio non trova di meglio che evocare lo spettro del licenziamento per i funzionari che rappresentano il nostro Paese all'estero" attacca in una nota Mara Carfagna, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia. "Evidentemente fa a gara con il suo collega di partito, il sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi - aggiunge - venuto in Parlamento a minacciare provvedimenti giudiziari nei confronti dei deputati che lo criticavano. E' imbarazzante che uomini delle istituzioni mostrino tale intolleranza nei confronti delle opinioni altrui, rivelando così il dna illiberale del loro Movimento".

Il nodo voucher
Ancora aperta la questione dei voucher. Secondo il ministro delle Politiche agricole e del Turismo, Gian Marco Centinaio, intervenuto all'assemblea di Coldiretti, sui voucher "mi sembra che Di Maio abbia dato il suo benestare». Centinaio ha posto la richiesta per l'agricoltura e turismo, la Cgil "come al solito" si è dichiarata contraria. "Non avevo dubbi e va bene. Nessuna lite in maggioranza, più d'accordo di così». C'era solo una questione che ha posto Di Maio: benissimo i voucher, ma non facciamo gli stessi errori del passato "e mi ha trovato concorde al 100%. Voucher sì, ma senza ricreare problemi per cui sono stati tolti. La parola voucher non vuol dire sfruttamento, stiamo parlando di pochi giorni e non è sfruttamento".