19 dicembre 2018
Aggiornato 10:00

Dl dignità, Borghi rassicura sulla tenuta del Governo. Ma sì alle modifiche, soprattutto sui voucher

"Nessuna contrapposizione, è la normale dialettica parlamentare" rassicura il leghista. E sia Salvini che Di Maio aprono a modifiche

Il presidente della commissione Bilancio, Claudio Borghi (Lega)
Il presidente della commissione Bilancio, Claudio Borghi (Lega) (Vincenzo Tersigni/ANSA)

ROMA - Nessuna grossa contrapposizione all'interno del governo sulle misure del dl dignità approvato dal Consiglio dei ministri. Le diverse posizioni emerse rientrano nella normale dialettica parlamentare che prevede la possibilità di modificare il testo migliorandolo con l'accordo delle parti. E' quanto ha affermato il presidente della commissione Bilancio, Claudio Borghi (Lega), interpellato da Askanews sull'iter del provvedimento in Parlamento e le possibili modifiche alla luce delle diverse prese di posizione all'interno dell'esecutivo. "Io credo - ha detto - che le contrapposizioni siano molte di meno rispetto a quello che sembra. Il fatto che uno dica che una cosa si può migliorare è la normale attività parlamentare. Il cittadino finora è stato indotto a pensare che le cose nascano così dall'abuso della decretazione. Negli ultimi anni tante volte si facevano i decreti su cui si metteva la fiducia e addio prorogative del Parlamento".

Possibili modifiche, soprattutto sui voucher
A proposito dell'apertura di Matteo Salvini a modifiche, in particolare sui voucher, Borghi ha detto che "le proposte di miglioramento sono l'assoluta normalità e questo non indica nessun tipo di distanza o disaccordo. Si sta parlando della descrizione di come avviene il normale iter di un decreto legge. Se si trova l'accordo durante l'iter parlamentare su alcune modifiche perché non farle? Se invece gli alleati non pensano di valutarle non si faranno. Personalmente - ha sottolineato - non percepisco questa distanza, poi è normale che non si può accontentare tutti e uno cerca di mediare le posizioni".

Quando l'approvazione?
"Sono stato a un'assemblea delle piccole e medie imprese - ha raccontato il presidente della commissione Bilancio della Camera Borghi - e ho detto che in un rapporto paritario un pò si dà e un pò si prende l'importante è far in modo che la somma sia superiore a zero. Quindi, quando ho detto 'qualcosa di questo decreto potrebbe non piacervi fino in fondo, ma d'altra parte avrete la detassazione', mi è parso che la platea potrebbe essere d'accordo. Fino ad ora invece di ragionare su quanto si verrà detassati, se poco o tanto, in realtà c'era già sul tavolo una stangata invernale». A proposito dell'iter del provvedimento e dei tempi di approvazione, Borghi ha riferito che l'esame del decreto "dovrebbe partire dalle commissioni Lavoro e Finanze del Senato" e che "ci vorrà del tempo prima che arrivi in commissione Bilancio alla Camera». L'obiettivo, ha concluso, è cercare di approvarlo prima della pausa estiva. "Vediamo se riusciamo a chiudere per agosto", ha affermato.

Di Maio disponibile a interventi migliorativi
Di Maio si è comunque detto disposto a possibili interventi migliorativi: "Il Parlamento è sovrano, se le modifiche vanno nell'ottica del miglioramento troveranno il M5S disponibile al dialogo", ha detto ieri interpellato a margine dell'assemblea dell'Ania. "Se invece - ha puntualizzato Di Maio - vogliono annacquare le norme che abbiamo scritto, allora saremo un argine: non si arretra sulla precarietà, sulla sburocratizzazione, sulla lotta al gioco d'azzardo e alle multinazionali che delocalizzano dopo aver preso soldi dallo Stato".

Boeri contro la reintroduzione delle causali per le proroghe
Contro la riforma targata 5 Stelle si scaglia il presidente dell'Inps Tito Boeri, che giudica negativamente la reintroduzione delle causali per le proroghe dei contratti a termine. "Se cinque proroghe dello stesso contratto sono troppe perché consentono un periodo di prova (senza tutela) praticamente di tre anni, non si vede perché reintrodurre le causali sui contratti a tempo determinato" ha rilevato Boeri nella relazione annuale dell'Inps. "L'esperienza passata dimostra che comportano un forte appesantimento burocrayico scoraggiando la creazione di lavoro soprattutto nelle piccole imprese». Secondo Boeri "meglio aumentare i contributi sociali di questi contratti ad ogni proroga». Più in generale il presidente dell'Inps afferma che è "sbagliata l'idea che per affrontare un abuso bisogna semplicemente cancellare lo strumento che viene abusato». Meglio invece "semplificare la normativa e rafforzare la vigilanza ispettiva e documentale".