«Basta leggi antievasione punitive»: addio spesometro e redditometro

L'obiettivo del nuovo governo comunicato da Luigi Di Maio nel primo giorno da ministro dello Sviluppo Economico agli imprenditori 'del drappo bianco'

ROMA - Basta con le leggi «antievasione» che colpiscono chi le tasse le vuole pagare. Lo ha detto il neo-ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, dopo aver incontrato al Mise un gruppo di imprenditori brianzoli denominati del Drappo bianco. Il ministro ha spiegato di voler introdurre piuttosto una serie di misure a costo zero, eliminando lo spesometro e il redditometro, a favore di strumenti digitalizzati. «Ho incontrato - ha detto il ministro - alcuni rappresentanti di imprenditori della Brianza che si definiscono del 'Drappo bianco' e che hanno difeso, tra l'altro, Sergio Bramini. Si sono organizzati per essere da ponte tra gli imprenditori e lo Stato. Presto inontrerò tutti gli interlocutori nazionali che rappresentano il mondo dell'imprenditoria».

«Agire sulla burocrazia, basta con leggi punitive»
L'obiettivo del ministro Di Maio è «iniziare con provvedimenti che riguardano la burocrazia e che sono a costo zero, contro lo spesometro, il redditometro e lo split payment. Questa roba va eliminata e sostituita con meccanismi digitali, senza oneri per gli imprenditori. Devono finire le leggi 'antievasione' che colpiscono chi paga le tasse - ha aggiunto Di Maio -. Se si devono fare tali leggi, devono colpire che le tasse non le vuole pagare. Oggi la vita degli imrpenditori e dei professionisti è resa un inferno».

Cos'è lo spesometro
Lo Spesometro ha lo scopo di limitare l'evasione fiscale in ambito IVA. A partire dal 2013 è ufficialmente denominato Comunicazione Polivalente (dal 2017 Comunicazione Iva) poiché il tracciato record da inviare all'Agenzia delle Entrate è stato unificato ad altre dichiarazioni, ad esempio la comunicazione di acquisti da paesi in Black-List. Lo Spesometro è presentato dai soggetti passivi ai fini IVA (attività con partita IVA) tra cui aziende, commercianti, artigiani e liberi professionisti, con esclusione di una definita platea di soggetti, e deve essere presentato annualmente.

Cos'è il redditometro
Il redditometro è uno strumento in grado di incrociare tutti i dati sensibili dei contribuenti per scoprire i potenziali evasori. Attraverso questo strumento l’Agenzia delle entrate è in grado di verificare il reddito delle persone fisiche in funzione al possesso di determinati beni-indice, specificamente individuati. 
Attraverso il redditometro, l'Agenzia delle Entrate prende come riferimento il possesso o la disponibilità di taluni beni che sono sintomo (indicatori) di capacità contributiva e associa agli stessi un certo reddito, utilizzando appositi coefficienti e dati tratti da un Decreto ministeriale del Ministero dell'Economia e delle Finanze. Così facendo, individua una sorta di reddito "congruo" in relazione al mantenimento di ogni bene. Qualora il reddito individuato risulti maggiore rispetto a quello dichiarato, e lo scostamento sia superiore a 1/5, l'amministrazione finanziaria sarà legittimata a emettere un avviso di accertamento, basato proprio su tale rideterminazione sintetica del reddito. La ratio è, in sostanza, che se il contribuente ha potuto permettersi certe spese, avrà dovuto pur finanziarle in un certo modo, che il fisco presume essere la percezione di redditi in nero.

Cos'è lo split payment
Lo split payment, introdotto dalla Legge di Stabilità 2015, ha previsto per le pubbliche amministrazioni che acquistano beni e servizi, qualora non siano soggetti passivi dell’IVA, di versare direttamente all’erario l’imposta sul valore aggiunto addebitata in fattura dai loro fornitori. Ciò significa che sono le stesse PA a dover liquidare l'IVA sugli acquisiti effettuati senza che debbano provvedere i loro fornitori. Tale meccanismo che si chiama split payment significa scissione dei pagamentiè una misura attuata al fine di evitare le numerose frodi in ambito IVA e la continua e inossidabile evasione fiscale che attanaglia l'Italia da vari anni.