22 ottobre 2018
Aggiornato 01:00

Nel 2017 fallimenti imprese ai minimi dai primi anni 2000

Il rapporto di Cerved, la data-drive company italiana che fornisce, tra l`altro, servizi per analizzare il rischio di credito e gestire crediti problematici
Operai al lavoro
Operai al lavoro (ANSA/ANNAMRIA LOCONSOLE)

ROMA - Sono 93.000 le imprese italiane che nel 2017 hanno avviato procedure di default o di uscita volontaria dal mercato, un dato in calo del 5% rispetto al 2016 e ormai lontano dal massimo raggiunto al picco della crisi (109.000 procedure nel 2013). La flessione è più marcata per fallimenti (-11,3%) e concordati preventivi (-29%) e più contenuta per le liquidazioni volontarie (-4%); in controtendenza le procedure di amministrazione controllata, in forte aumento (+46%). Sono alcuni dei dati che emergono dall'Osservatorio su fallimenti, procedure e chiusure d'imprese realizzato da Cerved, la data-drive company italiana che fornisce, tra l'altro, servizi per analizzare il rischio di credito e gestire crediti problematici.

Il trend sui fallimenti
Particolarmente incoraggiante il trend sui fallimenti: nel 2017 sono fallite in Italia 12.009 aziende, con un calo dell'11,3% rispetto all'anno precedente e un rafforzamento delle dinamiche positive osservate già nel 2016 (-8,2%) e nel 2015 (-6,1%). Il numero di imprese che hanno portato i libri in Tribunale è ormai tornato ai livelli dei primi anni Duemila; la flessione si osserva in tutti i macrosettori analizzati e in tutte le aree geografiche, ad eccezione dei servizi e del Centro.

Concordati preventivi
Nel corso del 2017 è proseguito anche lo 'sboom' dei concordati preventivi: sono state presentate 589 domande (-29% sul 2016), il minimo da oltre dieci anni e un livello molto distante dai massimi del 2013 (2.278 domande). La tendenza riflette sia miglioramenti del ciclo economico, sia cambiamenti normativi. Le procedure concorsuali diverse da fallimenti e concordati tornano invece ad aumentare (+16,7%): pesa l'impennata dei casi di liquidazioni coatta amministrativa (647, +46% rispetto al 2016) che riguardano soprattutto cooperative attive nella logistica e nei servizi, con tendenze più negative nel Centro-Sud.

Liquidazioni
Diminuisce il numero di liquidazioni volontarie di imprese in bonis, un indicatore più congiunturale che riflette le aspettative di profitto degli imprenditori: nel 2017 hanno lasciato il mercato volontariamente 79.587 imprese, il 4% in meno rispetto all'anno precedente, un livello in linea con i dati pre-crisi. Il calo delle liquidazioni è attribuibile agli andamenti positivi osservati nei servizi, nel Mezzogiorno e nel Nord Est.

Fotografia positiva
«La fotografia che il nostro Osservatorio restituisce è certamente positiva, e lascia ben sperare - commenta Marco Nespolo, Amministratore Delegato di Cerved -. Il 2017 infatti ha visto la conferma e il consolidamento di alcune tendenze favorevoli in atto, come la contrazione dei fallimenti, dei concordati preventivi e delle chiusure volontarie di imprese in bonis. Ci aspettiamo un ulteriore miglioramento nel 2018 grazie al rafforzamento dei profili di rischio delle imprese e alla congiuntura macroeconomica positiva». Nel 2017 l'Osservatorio su fallimenti, procedure e chiusure d'imprese di Cerved rileva un importante rafforzamento nel trend di calo dei fallimenti in tutti i settori e le aree geografiche del Paese. Tra ottobre e dicembre 2017 sono fallite in Italia 3.242 imprese, in diminuzione del 4,8% rispetto allo stesso periodo del 2016. Il dato positivo dell'ultimo trimestre prosegue il miglioramento iniziato alla fine del 2014 e porta il totale dei fallimenti aperti nel corso del 2017 a quota 12.000 (-11,3% sull'anno precedente), con una flessione che conferma i segnali positivi osservati nel 2016 (-8,2%) e nel 2015 (-6,1%).

Industria
Gli andamenti più incoraggianti si registrano nell'industria, settore ampiamente tornato sotto i livelli pre-crisi: nel 2017 sono infatti fallite 1.650 società manifatturiere, il 19% meno rispetto al 2016; il dato è al di sotto del periodo 2001-2006. Le procedure risultano in forte calo anche nelle costruzioni (-17%), pur se a livelli ancora lontani da quelli pre-crisi; nei servizi e negli altri settori sono fallite 7.973 imprese, in calo del -7,5% rispetto al 2016. I trend di lungo periodo evidenziano che nel tempo è cresciuto il peso dei fallimenti di società di capitale, anche per effetto della riforma del 2007 che ha escluso dall'area di fallibilità le imprese di dimensione minore, frequentemente organizzate come società di persone o ditte individuali. Su scala regionale, nel Nord Ovest nel 2017 sono fallite 3.504 imprese, il 12,4% in meno rispetto al 2016, mentre nel Nord Est si contano 2.264 procedure, il 12,2% in meno del 2016. Al Centro sono fallite 3.068 aziende, in calo dell'8,9% rispetto al 2016; nel Mezzogiorno, sono 3.173 le procedure fallimentari (-11,5%).