18 novembre 2019
Aggiornato 18:30
Sanzioni Russia

Italia-Russia, Coldiretti: export al +22%, ma nel 2017 le sanzioni sono costate care

Le esportazioni Made in Italy in Russia hanno fatto segnare un balzo del 22%, ma, secondo la Coldiretti, l'embargo è costato caro ancora nel 2017

Il premier italiano Paolo Gentiloni e il presidente russo Vladimir Putin a Sochi lo scorso maggio.
Il premier italiano Paolo Gentiloni e il presidente russo Vladimir Putin a Sochi lo scorso maggio. ANSA

ROMA - Le esportazioni Made in Italy in Russia hanno fatto segnare un balzo del 22% per un importo stimato in poco inferiore ai 7 miliardi nel 2017. E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti in occasione della conversazione tra il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il presidente russo Vladimir Putin che hanno espresso soddisfazione per la ripresa delle relazioni commerciali. «Si tratta di una significativa inversione di tendenza anche se - sottolinea la Coldiretti - la situazione resta difficile e le esportazioni italiane risultato inferiori di ben 4 miliardi rispetto al 2013, l'anno precedente all'introduzione delle sanzioni. La prima e piu' incisiva causa è rappresentata infatti - continua la Coldiretti - dall'embargo totale che si mantiene in Russia per una importante lista di prodotti agroalimentari con il divieto all'ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi ma anche pesce, provenienti da UE, Usa, Canada, Norvegia ed Australia con decreto n. 778 del 7 agosto 2014 e piu' volte rinnovato».

Un blocco costato caro
Una misura che - spiega la Coldiretti - ha salvato praticamente solo il vino e fatto scendere a poco piu' di mezzo miliardo le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani. Un blocco che è costato caro anche perché al divieto di accesso a questi prodotti - precisa la Coldiretti - si sono aggiunte le tensioni commerciali che hanno ostacolato di fatto le esportazioni anche per i prodotti non colpiti direttamente. Alle perdite dirette subite dalle mancate esportazioni italiane in Russia si sommano poi quelle indirette dovute al danno di immagine e di mercato provocato dalla diffusione sul mercato russo di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy. Il rischio - continua la Coldiretti - riguarda anche la ristorazione italiana in Russia che, dopo una rapida esplosione, rischia di essere frenata per la mancanza degli ingredienti principali.