Economia | Riforma pensioni

Pensioni, arriva la «condanna a morte» dell'Ocse per i giovani italiani

Secondo l'ultimo Rapporto dell'Ocse l'aspettativa per un 20enne che inizia a lavorare oggi è quella di non poter andare in pensione prima dei 71,2 anni d'età

Il ministro del Lavoro e del Welfare, Giuliano Poletti
Il ministro del Lavoro e del Welfare, Giuliano Poletti (ANSA/GIORGIO ONORATI)

ROMA - Un 20enne che inizia a lavorare oggi potrà andare in pensione solo a 71,2 anni e in tutta l'Ocse solo in Danimarca c'è una aspettativa di età di pensionamento futura più elevata. Noi del Diariodelweb avevamo già lanciato l'allarme qualche settimana fa, ma ora leggiamo nel rapporto "Pensions at a Glance 2017", pubblicato oggi dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, la stessa denuncia. In Italia si va in pensione troppo tardi, ma paradossalmente la Penisola è anche uno dei Paesi a spendere di più per la voce previdenza: ben il 16,3 per cento del Pil, sulla base dei dati 2013, peggio ha fatto solo la Grecia con il 17,4 per cento.

La denuncia dell'Ocse
L'Ocse rileva come si verificherà un aumento dell'età di pensionamento in metà dei Paesi membri, con sistemi che la agganciano all'aspettativa di vita in 6 casi tra cui l'Italia (oltre a Danimarca, Finlandia, Olanda, Portogallo e Repubblica Slovacca). L'ente parigino ha stilato una graduatoria sulla futura età di pensionamento nella prospettiva di un 20enne che abbia iniziato a lavorare nel 2016. «Tre Paesi hanno future età di pensionamento che superano i 68 anni: Danimarca, Italia e Olanda», si legge. Il livello più alto in assoluto è rappresentato dai 74 anni della Danimarca, seguita dai 71,2 anni dell'Italia e dai 71 anni dell'Olanda.

Dal 2060 si potrà andare in pensione solo dopo i 70 anni
In più, in Italia, rileva ancora l'Ocse, coloro che entrano oggi nel mercato del lavoro avranno la possibilità di optare per una flessibilità in uscita unicamente dopo i 67 anni. L'adeguamento dell'età pensionabile in ragione delle aspettative di vita è uno dei pilastri su cui si fonda in Italia il sistema previdenziale e viene ripetuto ogni due anni: ogni volta servono 3 mesi in più di lavoro per poter andare in pensione. Nel 2021, ad esempio, serviranno 67 anni e tre mesi per andare in pensione, nel 2023 67 anni e sei mesi. E così via. Questo significa, in parole povere, che nel 2060 gli italiani potranno andare in pensione non prima dei 70 anni compiuti d'età. Il che già ci pare un tantino assurdo visto che, sebbene sia lecito pensare che le aspettative di vita possano migliorare col trascorrere degli anni grazie alle scoperte della ricerca scientifica e a molti altri fattori ambientali e non, tuttavia non è altrettanto facile dedurre che le condizioni intellettive, cognitive e motorie degli anziani di domani siano tali da permettere loro di lavorare con profitto e serenamente anche in tarda età.