Economia

Censis 2017: l'Italia è in trappola, un paese invecchiato che procede a tentoni senza guardare al futuro

La denuncia del 51esimo Rapporto del Censis sulla situazione sociale del Belpaese è impietoso

Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan
Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan (ANSA/GIUSEPPE LAMI)

ROMA - L'Italia è «un paese invecchiato che fatica ad affacciarsi sullo stesso mare di un continente di giovani». Lo afferma il Censis nel 51esimo rapporto sulla situazione sociale, secondo cui «il futuro si è incollato al presente», ma proprio lo spazio che separa il presente dal futuro è il luogo della crescita. Perciò, senza prospettive, difficilmente il Belpaese potrà uscire dalle sabbie mobili. L'Italia, sottolinea il centro studi, «è impotente» di fronte a cambiamenti climatici e a eventi catastrofici che chiedono grandi risorse e grande impegno collettivo; ferito dai crolli di scuole, ponti, abitazioni a causa di una scarsa cultura della manutenzione; incerto sulla concreta possibilità di offrire pari opportunità al lavoro e all'imprenditoria femminile, immigrata, nelle aree a minore sviluppo; ambiguo nel dilagare di nuove tecnologie che spazzano via lavoro e redditi; incapace di vedere nel Mezzogiorno una riserva di ricchezza preziosa per tutti.

La politica è intrappolata nel breve periodo
«Il prezzo - aggiunge il Censis - che abbiamo pagato a questo decennio di progresso sottotraccia è proprio il consumo, senza sostituzione, di quella passione per il futuro che esorta, sospinge, sprona ad affrettarsi, senza volgersi indietro». Ora il nostro futuro si prepara «sul binomio tecnologia-territorio»: sulla preparazione alla tecnologia con solidi sistemi di formazione e sulla valorizzazione del territorio con adeguate funzioni di rappresentanza politica ed economica. «La politica - sottolinea il Rapporto del Censis - ha mostrato il fiato corto, nell'incessante inseguimento di un quotidiano 'mi piace', nella personale verticalizzazione della presenza mediatica. I decisori pubblici sono rimasti intrappolati nel brevissimo periodo».

La profezia del Censis
Il disimpegno dal varo delle riforme sistemiche - secondo il rapporto - dalla realizzazione delle grandi e minute infrastrutture, dalla politica industriale, dall'agenda digitale, dalla riduzione intelligente della spesa pubblica, dalla ricerca scientifica, dalla tutela della reputazione internazionale del Paese, dal dovere di una risposta alla domanda di inclusione sociale, ha prodotto una società che ha macinato sviluppo, ma che nel suo complesso è impreparata al futuro. Se chi ha responsabilità di governo e di rappresentanza - conclude il centro studi - si limita a un gioco mediatico a bassa intensità di futuro, «resteremo nella trappola del procedere a tentoni, senza metodo e obiettivi, senza ascoltare e prevedere il lento, silenzioso, progredire del corpo sociale».