27 giugno 2019
Aggiornato 00:30
Conti pubblici

Perché l'Ue rimprovera l'Italia e l'eredità del governo Gentiloni sarà «pesantissima»

La Commissione Ue ha bacchettato il Governo e il ministro dell'Economia per il «preoccupante» andamento dei conti pubblici italiani

La Commissione europea rimprovera il governo Gentiloni
La Commissione europea rimprovera il governo Gentiloni ( ANSA )

ROMA -  L'Ue ha rimproverato il Governo Gentiloni e il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, per il «preoccupante» andamento dei conti pubblici italiani. La missiva inviata dalla Commissione Ue chiede chiarimenti e sollecita l'Esecutivo italiano ad effettuare una manovra correttiva sui conti pubblici entro il prossimo maggio. Intervento che, in un primo momento, era stato quantificato in 3,5 miliardi ma che, con l'andare del tempo, è lievitato ad oltre 5 miliardi, in quanto la Commissione ha stimato che per raggiungere gli obiettivi concordati con Bruxelles all'Italia mancano 1,7 miliardi per il 2017 e 3,5 per il 2018. Da qui, l'invito dei funzionari europei a prendere tutte le misure necessarie per poter rispettare le regole del Patto di Stabilità e Crescita, con una correzione che vale almeno lo 0,3% del Pil. «Il problema è che i disastri lasciati dall'attuale Governo dovranno essere riparati dal prossimo. L'eredità che i governi di centro-sinistra lasciano in dote al futuro esecutivo è, quindi, pesantissima», sottolinea il capogruppo alla Camera di Forza Italia, Renato Brunetta.

Brunetta: Il governo Gentiloni lascia disastri in eredità
«Una irresponsabilità - rimarca il deputato - aggravata dalle continue bugie raccontate agli italiani dal duo Padoan-Gentiloni, che hanno fatto sempre credere che il deficit e il debito fossero assolutamente sotto controllo». E invece, se gli interventi correttivi non verranno realizzati entro la prossima primavera come chiesto da Bruxelles, è quasi certo che l'Italia verrà commissariata dalle autorità europee, con conseguente perdita di ogni sovranità nell'effettuare scelte politiche ed economiche. «Ieri, un'altra stoccata al governo Gentiloni - ricorda Brunetta - era arrivata dal vicepresidente della Commissione Europea Valdis Dombroskis, che ha dichiarato senza mezze misure che il debito dell'Italia è fonte di instabilità e un grande costo per l'economia italiana». Dombroskis aveva fatto capire che le circostanze estremamente favorevoli di cui gli ultimi governi di centro-sinistra hanno goduto durante la loro permanenza al potere, in primis quella dei bassissimi tassi di interesse fissati dalla Banca Centrale Europea, potrebbero finire presto.

Le "bufale" del duo Gentiloni-Padoan
E un ritorno dell'inflazione potrebbe essere causa di instabilità per il paese. Da qui, l'ennesimo suggerimento al governo Gentiloni di muoversi a fare le riforme richieste e a ridurre l'enorme stock di debito pubblico, prima che il costo del denaro torni a salire. Il Commissario Dombroskis ha anche ricordato come la crescita italiana sia inferiore alla media degli altri paesi europei, mentre la disoccupazione si attesta su livelli più alti della media. «L'ennesimo rimprovero di Bruxelles - insiste Brunetta - è arrivato appena dopo che il presidente del consiglio Gentiloni e il ministro Padoan si sono lanciati, ancora una volta, in dichiarazioni trionfali sullo stato dell'economia italiana».Solo pochi giorni fa l'altro vice-presidente della Commissione, Jyrki Katainen, aveva invitato il governo a dire la verità agli italiani sullo stato dei conti pubblici. Un suggerimento che non è purtroppo servito a nulla, «visto la coppia Gentiloni-Padoan ha subito dopo ricominciato a raccontare le solite bufale", conclude Brunetta.