Previdenza

Gentiloni apre ai giovani e alle donne con figli, ecco il piano pensioni del Governo in 12 punti

Il governo Gentiloni ha presentato ai sindacati un pacchetto previdenziale in 12 punti dal valore di circa 300 milioni di euro, ecco le misure ivi contenute

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni interviene all'assemblea congiunta dell'Associazione Industriali di Novara
Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni interviene all'assemblea congiunta dell'Associazione Industriali di Novara (ANSA/TIBERIO BARCHIELLI/UFFICIO STAMPA PALAZZO CHIGI)

ROMA - Il governo Gentiloni ha presentato ai sindacati un pacchetto previdenziale in 12 punti dal valore di circa 300 milioni di euro. Il nuovo piano previdenza contiene delle aperture sul fronte dell'età pensionabile dei giovani e delle donne e un piccolo ampliamento della platea dei lavoratori che svolgono attività usuranti con l'inserimento dei siderurgici di «prima fusione». Il testo verrà proposto come emendamento alla legge di bilancio. Ecco, uno per uno, tutti i punti affrontati dall'Esecutivo con la speranza di raggiungere l'accordo con i sindacati.

  1. La «revisione strutturale», con effetto dello scatto biennale del 2021, del meccanismo di calcolo dell'adeguamento alla speranza di vita dei requisiti di accesso al pensionamento. Le modifiche prevedono l'assunzione per il calcolo dell'adeguamento della «media della speranza di vita nel biennio di riferimento rispetto a quello del biennio precedente", l'assorbimento di «un'eventuale riduzione della speranza di vita relativa al biennio di riferimento» da portare in riduzione dell'adeguamento successivo e la «fissazione di un limite massimo di tre mesi per ciascun adeguamento futuro, da riassorbire nell'ambito dell'adeguamento successivo qualora sia registrato un incremento superiore»;
     
  2. L'immediata esenzione di 15 categorie di occupazioni particolarmente gravose dall'innalzamento previsto per il 2019 del requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia e del requisito contributivo per quella anticipata. Nella lista ci sono le 11 categorie già individuate ai fini dell'Ape sociale e 4 categorie aggiuntive con particolari indici di infortunistica e di stress da lavoro correlato: operai e braccianti agricoli, marittimi, addetti alla pesca, siderurgici di prima e seconda fusione e lavoratori del vetro addetti ad alte temperature. La novità dell'ultima ora è l'inserimento dei lavoratori siderurgici di prima fusione, misura che interessa anche i lavoratori Ilva. In generale l'esenzione è «condizionata allo svolgimento di attività gravose da almeno 7 anni nei 10 precedenti il pensionamento», e al «possesso di una anzianità contributiva pari ad almeno 30 anni»;
     
  3. L'istituzione di una Commissione tecnica di studio sui lavori gravosi e usuranti presieduta dal presidente dell'Istat e composta da rappresentanti dei ministeri dell'Economia, del Lavoro e della Salute, di Istat, Inps e Inail con la partecipazione di esperti provenienti dal mondo datoriale e sindacale. La Commissione dovrà concludere i lavori entro il 30 settembre del 2018 ed entro i dieci giorni successivi il governo presenterà al parlamento una relazione sugli esiti di tale lavoro;
     
  4. La parificazione della tassazione sulle prestazioni di previdenza complementare per i dipendenti pubblici al livello di quella dei privati;
     
  5. La previsione, con norma di legge, di «forme di adesione basate anche su sistemi di silenzio-assenso, come definite dalle parti istitutive dei Fondi, destinate ai pubblici dipendenti che saranno assunti in futuro»;
     
  6. L'istituzione di una Commissione tecnica di studio dedicata all'approfondimento della comparazione della spesa previdenziale a livello internazionale. Anche questa Commissione sarà presieduta dal numero uno dell'Istat e sarà composta da rappresentanti dei ministeri dell'Economia, del Lavoro e della Salute, di Istat, Inps e Inail con la partecipazione di esperti provenienti dal mondo datoriale e sindacale. I lavori della Commissione dovranno conludersi entro il 30 settembre 2018 ed entro i dieci giorni successivi il governo presenterà al parlamento una relazione sugli esiti di tale lavoro;
     
  7. Il settimo punto riguarda l'accesso agli ammortizzatori sociali finanziati dal Fis (Fondo d'integrazione salariale) con l'impegno del governo d'incrementare «il limite normativo di erogabilità delle prestazioni da 4 a 10 volte l'ammontare dei contributi dovuti da ciascuna azienda richiedente la prestazione»;
     
  8. L'esecutivo poi s'impegna a garantire «alla luce dell'eventuale rideterminazione per il 2018 e gli anni successivi delle previsioni di spesa per l'Ape sociale e per i lavoratori precoci nell'ambito dei limiti di spesa programmati», l'ampliamento della platea alle «nuove categorie di attività gravose» che salgono a quota 15 dalle precedenti 11;
     
  9. Il governo, inoltre, punta all'allargamento dei requisiti di accesso alle prestazioni, altra novità dell'ultima ora, «per le lavoratrici con figli, al fine di avviare il processo di superamento della disparità di genere e dare primo riconoscimento al valore sociale del lavoro di cura e di maternità svolto dalle donne»;
     
  10. Decimo punto è, con la prospepttiva di mettere a regime l'istituto dell'Ape sociale, «l'accantonamento in un apposito fondo dei risparmi di spesa»;
     
  11. Con l'undicesimo punto il governo apre sul fronte dei giovani e s'impegna a dare priorità alla «sostenibilità sociale dei trattamenti pensionistici destinati ai giovani al fine di assicurare l'adeguatezza delle pensioni medio-basse nel regime contributivo con riferimento sia alla pensione anticipata che a quella di vecchiaia»;
     
  12. Infine, con il dodicesimo punto, l'esecutivo s'impegna a dare priorità allo sviluppo della previdenza complementare nel settore privato «nell'ambito di un confronto aperto anche alle rappresentanze delle organizzazioni dei datori di lavoro».