17 gennaio 2021
Aggiornato 03:00
La «macchina Fisco»

«Serve un fisco che aumenti il gettito riducendo l'invadenza»

Lo ha detto il direttore dell'Agenzia delle entrate nel corso di un'audizione sulle tematiche relative all'operatività dell'Agenzia: «Stop controlli su tutti, solo soggetti a rischio. Serve riorganizzazione agenzie fiscali e manutenzione costante»

ROMA - La «macchina fisco» ha bisogno di un tagliando. Per metterlo in atto senza produrre danni «è necessario tempo, un progetto strategico e uno di sistema». Lo ha detto il direttore dell'Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, nel corso di un'audizione sulle tematiche relative all'operatività dell'Agenzia.
«Un tagliando - ha spiegato - non solo per rendere efficiente la macchina, ma anche con lo sguardo rivolto alle famiglie, alle imprese, ai professionisti, al loro tempo e alla loro serenità».
«Il fisco - ha aggiunto Ruffini - non dovrebbe essere semplicemente un insieme di istituti giuridici, ma un'infrastruttura, un'opera pubblica senza la quale il paese non può funzionare. E come tutte le infrastrutture ha bisogno di manutenzione costante, ordinaria e straordinaria, e, di tanto in tanto, di una ristrutturazione».

PAGARE TUTTI, PAGARE MENO - La riorganizzazione interna che abbiamo voluto, ha sottolineato il direttore delle Entrate, «è l'avvio di una revisione più complessa che dovrà restituire agli italiani un nuovo modello, non solo più moderno, con meno consumi, meno pesante, meno rumoroso. Ma più veloce, reattivo e col cambio automatico di fronte alle evoluzioni socio-economiche del sistema Paese e dotato di frenata intelligente di fronte alle ragioni e ai diritti dei cittadini».
Secondo Ruffini l'obiettivo è «pagare tutti, pagare meno», e in questi ultimi anni, ha riferito, «il navigatore ci ha portati in questa direzione, penso all'allargamento della platea dei contribuenti e non solo al canone in bolletta, così come ad una migliore e più efficace riscossione». L'obiettivo può essere «raggiunto con maggiore rapidità se - ha concluso - il legislatore vorrà dare il via libera alla riorganizzazione delle agenzie fiscali che rappresenta il grande intervento di sistema».

CONTROLLI SOLO SU SOGGETTI A RISCHIO - «L'attività di controllo non sarà più ispirata a una logica di 'setacciamento' dell'universo dei contribuenti, ma sarà mirata solo ai soggetti a rischio, alle violazioni sostanziali».
«Eventuali errori materiali o formali o violazioni dovute all'ambiguità delle norme - ha aggiunto - saranno portate all'attenzione della consulenza, con l'effetto di prevenire, anziché reprimere determinati comportamenti».
«L'obiettivo finale è un fisco che abbia ispettori ma anche consulenti-suggeritori per avere cittadini sempre più informati e quindi un fisco che aumenti il gettito riducendo l'invadenza».

AUTONOMIA GESTIONALE - Le agenzie fiscali «non hanno bisogno di indipendenza, ma di autonomia gestionale e operativa».
«Per sintetizzare - ha detto Ruffini - la riorganizzazione vuol fare dell'agenzia quello che l'agenzia deve essere: un'amministrazione al servizio della collettività e del legislatore al quale fornire elementi utili per adottare le scelte migliori».
«Il fattore umano, come è evidente - ha spiegato il direttore delle Entrate - è il vero capitale dell'agenzia, e deve essere utilizzato per tutte le potenzialità che può esprimere. Per consentire tale utilizzo, le agenzie fiscali hanno bisogno, come un'automobile, di un motore, di una spinta che la sottragga alla forza di gravità dell'ordinaria burocrazia. Le Agenzie non hanno bisogno di indipendenza, ma di autonomia gestionale e operativa».