13 novembre 2019
Aggiornato 19:00
Previste nuove assunzioni a Mirafiori, Cassino e Atessa

Fca, Uliano: la piena occupazione? Non è più una favola

Secondo il segretario nazionale Fim-Cisl Ferdinando Uliano, che osserva le buone performance degli stabilimenti Fiat, la piena occupazione non è più un'oasi nel deserto

TORINO - Se cinque anni fa le vetture di alta gamma del gruppo Fiat erano il 20% delle circa 600mila prodotte complessivamente, oggi la loro quota nel gruppo divenuto Fca, è salita al 60%, ma rispetto a un milione di veicoli prodotti, il 69,8% in più rispetto ad allora, e un numero che non si vedeva da quasi dieci anni, dal 2008. «Gli investimenti sono andati nella giusta direzione - osserva il segretario nazionale Fim-Cisl Ferdinando Uliano - è aumentata la redditività, e quello che allora, la piena occupazione nel 2018, sembrava una favola , oggi malgrado alcune criticità negli stabilimenti di Melfi e di Pomigliano, è un obiettivo alla protata».

Saldo positivo
Non solo: nei prossimi 18 mesi, lascia intendere il sindacato, tra Cassino, gli ottimi risultati della Sevel di Atessa, e le prospettive di Mirafiori con un secondo modello alle porte, il saldo finale potrebbe essere ulteriormente positivo di qualche migliaio di unità. Uliano è venuto a Torino, con a fianco il segretario provinciale Claudio Chiarle, per illustrare stabilimento per stabilimento i risultati produttivi e occupazionali di Fca nel 2016, compresi Ferrari e Sevel, la joint venture per la produzione del Ducato con Psa.

Exploit per le auto torinesi
A Torino nel 2016 sono state prodotte 42mila auto, contro le 13.900 dell'anno prima, si tratta dell'exploit più forte tra le fabbriche italiane, (+204,1%) facilitato dal fatto che lo scorso anno, c'era soltanto un modello, la Mito, prodotta grosso modo tre giorni al mese. La crescita è stata dovuta all'arrivo sulle linee del suv Levante Maserati, ma anche alla tenuta della Mito che si è praticamente spartita la produzione (circa 22 mila le Alfa realizzate) con il nuovo modello. Inoltre «il secondo modello (un Suv simile al Levante ma a marchio Alfa, ndr) sta sempre più prendendo forma all'interno di Mirafiori - ha detto Uliano -. Non ci sono notizie ufficiali da Fca, ma quelle che abbiamo dai fornitori ci dicono che stanno sviluppando sempre più parti di questo secondo modello che dovrebbe entrare in produzione nei primi sei mesi del 2018».

La strategia di Marchionne
«La strategia dell'amministratore delegato Sergio Marchionne - ha aggiunto Chiarle - è quella di un modello per volta. E quindi bisognerà attendere i risultati del Suv Stelvio in produzione a Cassino». La ripresa della produzione nello storico stabilimento torinese ha consentito di abbassare fortemente i lavoratori ad orario ridotto e nell'ultimo trimestre, rispetto a 2mila operai in solidarietà, quelli effettivamente coinvolti sono stati 500. «Alla partenza della seconda vettura - ha detto Uliano - è molto facile che nella discussione che avremo sul prodotto si parlerà non di saturazione ma di incremento occupazionale, considerando anche le uscite in corso facilitate dalle ultime norme pensionistiche».

Assestamenti e arretramenti
Lo stabilimento Maserati di Grugliasco ha invece vissuto un anno di assestamento. In arretramento produttivo rispetto allo scorso anno: 27mila auto, comprendendo anche le 4mila di Modena tra Maserati e Alfa, contro le quasi 33mila del 2015, e -16,6%. La frenata sul mercato cinese ha segnato l'anno, nel quale però, sia la sventata chiusura dello stabilimento modenese della Maserati sia il Suv Levante che ha fatto da traino ad altri modelli del Tridente, hanno permesso di non avere contraccolpi, se non per un periodo limitato di cig, sulla occupazione (1950 i lavoratori impiegati). A Modena «Granturismo e GranCabrio avranno un forte restyling all'inizio dell'anno - ha detto Uliano - che consentiranno il proseguimento della produzione sicuramente fino a fine 2018».

Buon risultato per Ferrari
Restando in Emilia, Ferrari per la prima volta supera le 8mila vetture (+10,7%). «Si era sempre attestata sulle 7mila - ha detto Uliano - con lo spin off della società si è deciso di spingere sui volumi». Anche dal punto di vista occupazionale la casa di Maranello, sempre al di sotto dei 3mila dipendenti, nel 2016 ne ha aggiunti circa quattrocento, a 3452.

Nuova linfa
Stabilimento al centro della nuova strategia Alfa è Cassino, tornato a nuova vita (+57% sul 2015 e 71.700 auto complessive), con Giulietta (46mila unità) e Giulia (25mila) a spingere la produzione all'insu. Modelli, ha detto Uliano ricordando anche il recente avvio del Suv Stelvio, «che fanno ben sperare su tutto il progetto Alfa Romeo». «Il lancio dello Stelvio - ha proseguito Uliano - consentirà il secondo turno sulla linea Giulia (Stelvio e Giulia sono prodotte sulla stessa linea, ndr) e porterà alla cessazione del contratto di solidarietà, dopo cinque anni, il prossimo 28 di febbraio. Entro il mese di aprile - ha aggiunto - verranno sviluppate 1200 unità lavorative aggiuntive, di cui circa 500 con trasferimenti temporanei da Pomigliano attualmente coinvolti dai contratti di solidarietà. Complessivamente l'azienda ci ha comunicato - ha proseguito il sindacalista - che l'incremento occupazionale sarà di 1800 unità entro il 2018».

Muro sfondato a Pomigliano
A Pomigliano è stato superato il muro delle 200mila auto prodotte, 207mila per l'esattezza (+16,9%), il risultato più alto da quando è stata introdotta la Panda, a fine 2011. Un livello tuttavia, ha osservato Uliano, «che non ci consente di saturare completamente gli attuali occupati». Circa 1200 operai (su 4749) sono coinvolti da un contratto di solidarietà, un numero che si ridurrà, ha detto Uliano, grazie all'utilizzo temporaneo di 500 di loro a Cassino. A settembre 2018 tuttavia ogni ammortizatore sociale sarà esaurito nello stabilimento campano. E, visto che per un nuovo modello sono necessari almeno 16-18 mesi, entro il prossimo marzo, ha affermato Uliano l'azienda dovrà dire «quale sarà la produzione aggiuntiva o le nuove produzioni per Pomigliano». Altrimenti non ci saranno alternative alla riduzione del personale.

Verso un chiarimento
Ma Uliano si è detto fiducioso visto che questo impegno, di informazione, è stato sottoscritto in sede di accordo per i trasferimenti a Cassino. Un chiarimento potrà venire forse già in sede Cae, organismo sindacale di confronto e informazione, calendarizzato a Torino il prossimo 19 e 20 gennaio con l'incontro stabilito con il responsabile Emea Alfredo Altavilla, oppure più probabilmente con lo stesso Marchionne nel confronto annuale, previsto attorno a fine febbraio. Anche se già al prossimo Salone di Detroit l'ad di Fca potrebbe anticipare qualcosa.

Buone performance e un po' di stanchezza
Poi Melfi, dove accanto alle ottime performance di 500x e Renegade (circa 300mila auto tra i due modelli, con qualcosa in più per Renegade) si accompagna una stanchezza inevitabile nella produzione ultradecennale della Punto il cui ultimo modello risale al 2005. Così le 26mila auto in meno (-6,5%) dello stabilimento di Melfi (sono 364mila quelle complessive) sono tutte dovute al modello storico a marchio Fiat. E la Cig ricomparsa dopo anni a Melfi riguarda soltanto i 1200 addetti di quella linea (su 7500 complessivi). Di qui le preoccupazioni del sindacato: «Quel modello ha raggiunto la sua maturità - dice Uliano - o si fa un intervento di sostanza rilanciandolo o se ne pensa a uno nuovo». Per Sevel invece è l'anno dei record: mai sono stati prodotti tanti veicoli (290mila, +11,2%): «Le previsioni sono di ulteriore crescita - ha affermato Uliano - tanto che dopo i 250 del 2015, ci aspettiamo la stabilizzazione di altri 270 lavoratori somministrati entrati nel 2016».

Bombola d'ossigeno
«Lo stabilimento ha fatto in questi anni da bombola d'ossigeno per i lavoratori di altri stabilimenti - ha osservato in conclusione il sindacalista - ma con il rientro dei lavoratori di Pomigliano verso Cassino e quelli di Cassino già rientrati, è facile prevedere che ci saranno effetti occupazionali anche sul sito di Atessa».