26 maggio 2020
Aggiornato 05:30
11 componenti anzichè 14 nel Cda

Veneto Banca, Anselmi presidente. Ecco chi è e cosa farà il nuovo board

Nuovo cda per Veneto Banca, di cui Beniamino Anselmi, 74 anni, banchiere di lunga esperienza, è il nuovo presidente. Cristiano Carrus vestirà il doppio ruolo di ad e direttore generale

TREVISO - Nuovo cda per Veneto Banca. Beniamino Anselmi, Sabrina Bruno, Maria Lucia Candida, Giorgio Girelli, Massimo Lanza, Maurizio Lauri, Alberto Pera, Daniela Toscani, Marco Ventoruzzo, Alessandra Zunino de Pignier e Cristiano Carrus sono i componenti del nuovo consiglio d'amministrazione di Veneto Banca proposto da Quaestio che gestisce il Fondo Atlante. Lo ha votato il 99,96 del capitale sociale presente al voto. Il cda, che scende da 14 a 11 componenti e resterà in carica per tre anni, si è subito riunito per eleggere il nuovo presidente, che sarà Anselmi.

Cosa accadrà
I nuovi amministratori percepiranno ognuno 80 mila euro lordi annui, non avendo diritto ad alcun gettone di presenza nel caso prendessero parte alle riunioni. Il nuovo cda si trasferirà ora nella vicina sede direzionale di Montebelluna per l'insediamento ufficiale e la nomina del presidente e del vice e amministratore delegato, nomine che porteranno ai definitivi undici membri del rinnovato consiglio di amministrazione.

Chi è Anselmi
A ricoprire i ruoli di top manager saranno dunque due figure proposte da Quaestio Sgr, gestore del fondo Atlante, che detiene il 97% dell'istituto: Beniamino Anselmi, in veste di presidente, e Cristiano Carrus, che vestirà il doppio ruolo di ad e direttore generale. Anselmi, 74 anni, banchiere di lunga esperienza, nei giorni scorsi si è dimesso da consigliere e presidente del comitato esecutivo di Banca Carige, ruolo che ricopriva dopo essere stato amministratore delegato di Cariparma.

I compiti
Uno dei primi compiti del nuovo board sarà l'azione contro i passati vertici, come ha annunciato l'azionista di controllo, Alessandro Penati di Quaestio Sgr, insieme al risanamento della banca, al ripristino dell'operatività e all'auspicato ritorno alla redditività sostenibile: «Saremo aperti ad eventuali partnership finanziarie e industriali purché sulla base di reali apporti di capitale e di know how per lo sviluppo e pronti a valutare, una volta avviata inequivocabilmente l'opera di ristrutturazione e rilancio e fatta chiarezza sui costi pregressi, ipotesi di quotazione o di fusione con altre banche, a patto che siano nell'interesse di tutti gli stakeholder». Infine, «Atlante ha già dichiarato la propria disponibilità a rendere tutti i soci storici partecipi del risanamento, facendoli beneficiare dell'incremento di valore che si verrà a creare»: come alla Popolare di Vicenza, è allo studio l'assegnazione di warrant gratuiti su azioni del valore di 0,1 euro, stesso prezzo pagato di Atlante.

I prossimi passi
Si riparte in settimana da un primo esame dei conti del semestre, verosimilmente non buoni, la valanga di cause legali, il lavoro pancia a terra sulla revisione del piano industriale e sugli Npl, magari mutuando in parte lo schema studiato per Mps. Un dato è certo: «Verranno eliminati tutti i lussi e gli sprechi del passato», ha scritto Penati, e un primo esempio sarà nel cda, asciugato da 14 a 11 componenti, a cui andranno 80mila euro l'anno e nessun gettone di presenza. Con il padre-padrone Consoli in carcere da una settimana (pochi i cenni al personaggio e alla vicenda), assente il presidente uscente, Stefano Ambrosini, l'assemblea è stata presieduta dal vice presidente, Giovanni Schiavon, ex presidente del Tribunale di Treviso e già leader dei piccoli soci, con oggi finito anche lui nel libro dei ricordi della banca. 

Sostieni DiariodelWeb.it

Caro lettore, se apprezzi il nostro lavoro e se ci segui tutti i giorni, ti chiediamo un piccolo contributo per supportarci in questo momento straordinario. Grazie!

PayPal