Banca Popolare di Vicenza, conferito il mandato per l'azione di responsabilità contro gli ex vertici
Via libera all'azione di responsabilità contro gli ex vertici. Il neopresidente Gianni Mion ha dichiarato di aver desiderato di cambiare il nome dell'istituto, ma per il momento non lo farà
ROMA - La Banca Popolare di Vicenza intendere rompere con il passato e voltare pagina. Mira a essere una banca nuova e a recuperare la fiducia con il suo territorio. Dopo l’aumento di capitale ha deciso «di dare mandato a uno studio legale per approfondire l’individuazione di tutte le azioni volte a ristorare i danni subìti dalla banca».
Via libera all'azione contro gli ex vertici
Il Cda della Banca Popolare di Vicenza ha deciso di intraprendere un'azione di responsabilità nei confronti degli ex vertici per i danni subiti dall'istituto e ha già conferito il mandato a uno studio legale. I reclami presentati dai risparmiatori sono circa 6mila e attendono una risposta. La politica della Bpvi è quella di voler rompere con il passato e voltare pagina, ma ha scelto - finora - di mantenere il suo nome originario.
Mion: Volevo cambiare il nome alla banca
«Il primo giorno che avevo incontrato Penati avevo pensato di voler cambiare nome alla Banca, ma ad oggi ho cambiato idea», ha dichiarato il presidente di Bpvi, Gianni Mion, con riferimento a un incontro con Alessandro Penati, di Quaestio, la società che gestisce il fondo Atlante. Mion ha spiegato che il nuovo orientamento lo ha preso perché «è fondamentale che resti legata al territorio». E' «fondamentale che si riacquisti il rapporto di fiducia» con clienti, soci e territorio, «perché solo da qui si può ripartire», ha proseguito il neopresidente.
L'ad Iorio: C'è una banca nuova
L'ad Francesco Iorio ha aggiunto, a margine del Cda svoltosi questo pomeriggio, che «c'è una banca nuova che vuol ripartire e vorrebbe le fosse data fiducia, che crede di meritare». Mion si è detto inoltre preoccupato «dal numero dei problemi da affrontare, soprattutto dalla situazione di chi ha perso tutto». Per il vicepresidente Salvatore Bragantini «qui è cambiato tutto. È come se ci fosse una banca nuova: il management è cambiato; il cda, che lo sostiene in pieno, non ha nessuna compromissione con il passato».
Bragantini: Bisogna evitare gli errori del passato
Ora bisogna seguire le regole «per evitare gli errori del passato", ha aggiunto Bragantini. Il cda di oggi è durato 9 ore, e «questo è già espressione di un problema», ha specificato ancora Mion, ricordando poi che, anche se «siamo espressione di Atlante», tutti i consiglieri sono «indipendenti e non operano sotto la tutela del fondo, ma anzi». Mion ha precisato che l'obiettivo è di tenere due Cda al mese. «La semestrale - ha quindi concluso - verrà approvata il 1 settembre, mentre per i crediti deteriorati abbiamo dato mandato a un advisor per valutare eventuali offerte».
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