28 maggio 2020
Aggiornato 20:00
gli italiani coinvolti nel caso

Panama Papers, da Isole Vergini e Panama 200 mln con la voluntary disclosure

Dalle prime indicazioni sui Panama Papers circa un migliaio gli italiani che sono ricorsi ai servizi finanziari dello studio legale panamense

Soldi.
Soldi. Shutterstock

ROMA - Tenere soldi in conti offshore non è un reato. E si possono detenere capitali nei paradisi fiscali a condizione di rispettare le norme sul fisco. L'anno scorso quasi 130mila contribuenti italiani hanno aderito alla voluntary disclosure, la collaborazione volontaria per far emergere e regolarizzare i capitali detenuti all'estero. Quasi 60 miliardi di euro di attività svelate al fisco di cui 15,7 miliardi rientrate in Italia.

Il caso Panama Papers
L'esplosione del caso Panama Papers non significa necessariamente che i nomi che si sono rivolti allo studio legale Mossack Fonseca abbiano nascosto capitali ai sistemi fiscali dei paesi di residenza. E per quanto riguarda i contribuenti italiani, potrebbero aver aderito alla voluntary disclosure per mettersi in regola con l'Agenzia delle Entrate. Dalle prime indicazioni sui Panama Papers circa un migliaio gli italiani che sono ricorsi ai servizi finanziari dello studio legale panamense.

I personaggi famosi coinvolti
Tra questi, secondo quanto pubblicato dal settimanale L'Espresso che ha consultato i file, Luca Cordero di Montezemolo (che ha smentito di avere conti offshore), l'ex pilota di formula 1 Jarno Trulli, e poi imprenditori, professionisti, volti noti dello spettacolo, ma anche moltissimi personaggi sconosciuti alle cronache sono approdati a Panama per mettere al sicuro il patrimonio di famiglia. Lo studio legale panamense opera da 35 anni in tutti i continenti.

I paradisi fiscali più ambiti
Dai documenti emerge che i paradisi fiscali più popolari nei servizi di Mossack Fonseca sono le Isole Vergini, Panama, Bahamas, Seychelles. In particolare oltre la metà delle 113mila compagnie nel dossier Panama Papers ha sede nelle Isole Vergini. Isole Vergini e Panama tuttavia hanno avuto un incidenza poco più che marginale sui numeri della voluntary disclosure. Sui 60 miliardi di euro di attività emerse solo 150 milioni di euro riguardano Panama, lo 0,25% del totale, e quasi 55 milioni di euro le Isole Vergini (lo 0,09%).

L'introduzione della voluntary disclosure
Quasi il 70% del totale riguarda la Svizzera, ben 41,4 miliardi di euro. A debita distanza il Principato di Monaco con 4,6 miliardi e poi le Bahamas con 2,1 miliardi di euro, il 3,66% del totale. La voluntary disclosure ha rappresentato una svolta radicale nel rapporto tra fisco e contribuenti. A differenza di misure adottate in passato per l'emersione di capitali all'estero, i contribuenti che hanno aderito alla voluntary sono tenuti a versare integralmente le imposte e gli interessi con la riduzione delle sole sanzioni. Inoltre il contribuente autodenuncia la propria posizione fiscale.

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