30 settembre 2020
Aggiornato 11:30
+54% contratti a tempo indeterminato nel 2015

Lavoro, Lega Nord al governo: «E' fondamentale agire sulla decontribuzione»

Il saldo tra assunzioni e cessazioni è pari a 563 mila posizioni. Ma il dato positivo non è dovuto (solo) al Jobs Act

ROMA - Aumentano i contratti a tempo indeterminato in Italia. Nel corso del 2015 - secondo i dati dell'osservatorio sul precariato dell'Inps -, il numero complessivo delle assunzioni è stato pari a 5.527.000, con un incremento di 655.000 unità rispetto al 2014 (+13%).

Nel 2015 sono aumentati i contratti a tempo indeterminato
Le assunzioni a tempo indeterminato sono passate da 1.274.000 nel 2014 a 1.934.000 nel 2015, con un incremento di 660.000 unità (+52%). Nello stesso arco temporale, le trasformazioni a tempo indeterminato di rapporti a termine e dei contratti di apprendistato sono passate da 401.000 a 654.000, con un incremento di 253.000 unità (+63%). Complessivamente, nel 2015, i contratti a tempo indeterminato sono cresciuti di 913.000 unità rispetto al 2014 (+54%). Nel 2015, il saldo fra assunzioni e cessazioni è risultato pari a 563.000 posizioni lavorative (nel 2014 era risultato negativo per 47.000 posizioni).

Lega Nord: E' fondamentale agire sulla decontribuzione
Sono dati positivi, che fanno ben sperare, ma che hanno poco a che fare il Jobs Act tanto sbandierato dal governo Renzi. «Ancora una volta i dati sull'occupazione confermano come sia fondamentale agire sulla decontribuzione da stabilizzare al 100%. Se questa viene ridotta infatti, diminuiscono le assunzioni a tempo indeterminato, come dimostrano i dati di oggi», afferma Roberto Simonetti, capogruppo in commissione Lavoro della Lega Nord. «Renzi, quindi, non festeggi per il suo Job Acts che ha invece - conclude - solamente tolto diritti ai lavoratori ma si rimbocchi le maniche per agire definitivamente sulla decontribuzione, vero fulcro per la crescita dell'occupazione».