25 settembre 2020
Aggiornato 17:30
ecco le novità

Codice Appalti, il Cdm approva la riforma: «Ora tempi e costi più giusti»

Il vecchio Codice aveva 660 articoli e 1500 commi, ora viene sostituito da uno più snello: consta "solo" 217 articoli

ROMA - Via libera del consiglio dei ministri al nuovo Codice degli appalti. Si passa dal vecchio Codice "da 660 articoli e 1500 commi a 217 articoli con una scelta di grandissima semplificazione e recepimento delle direttive europee». E' quanto ha affermato il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, in conferenza stampa, al termine del consiglio dei ministri. Il nuovo codice degli appalti è una piccola, grande rivoluzione. Ecco alcune delle novità più importanti:

La cabina di regia
Viene istituito un organo nazionale di riferimento per la cooperazione con la Commissione europea per quanto riguarda l'applicazione della normativa in materia di appalti pubblici e di concessioni. 

Il criterio dell'offerta più vantaggiosa
Viene eliminato il criterio del massimo ribasso, che resterà solo per le gare di importo più basso. Verrà invece rispettato il criterio dell'offerta economica più vantaggiosa, che permette di valutare anche la qualità dell'offerta e le garanzie che assicura in termini di impatto sociale e ambientale.

Il ruolo dell'Anac
All'Anac viene affidato un ruolo importante nella riforma: avrà funzioni di controllo, monitoraggio ed anche capacità sanzionatorie nonchè di adozione di atti di indirizzo quali linee guida e bandi.

Delrio: Ha vinto la semplificazione
Il nuovo Codice, ha detto il ministro delle Infrastrutture del governo Renzi, Graziano Delrio, «mette al centro dei principi molto chiari, il primo la semplificazione» normando "molti settori" che mancavano di regolamentazione. Quindi, ha sottolineato il ministro, «c'è una scelta di grandissima semplificazione, recepimento di tre direttive europee e la riforma del Codice in un unico grande testo normativo, grande ma snello perché poi si rifà al principio della soft low e rimanda a linee guida, bandi tipo, che poi sono oggetto di proposte da parte di Anac e approvazione da parte del ministero delle Infrastrutture. E' un Codice autoapplicativo, molto semplice che mira a mettere al centro la qualità», ha concluso.