18 giugno 2021
Aggiornato 17:00
La denuncia di sindacati e politica

Lazio, Sbardella-Righini: I sindacati bocciano la sanità di Zingaretti

«Servizi da terzo mondo»: è così che il capogruppo regionale del gruppo Misto Pietro Sbardella e il capogruppo di Fdi Giancarlo Righini si riferiscono al servizio sanitario del Lazio, puntando il dito contro il presidente Zingaretti

ROMA - «La sanità è al collasso, i servizi sono da terzo mondo, ed in regione si naviga a vista. Ora che lo attacca anche la Cgil, chissà cosa s'inventa questa volta Zingaretti». Lo dichiarano il capogruppo regionale del gruppo Misto Pietro Sbardella e il capogruppo di Fdi Giancarlo Righini.

Quello che non va
«Tagliati migliaia di posti letto, accorpate Asl, turn over con il contagocce, e tasse dei cittadini per la sanità utilizzate per il trasporto pubblico. Privati al collasso, costretti ai licenziamenti o alla cassa integrazione per centinaia di lavoratori, spesso per colpa delle incertezze, delle negligenze e dei ritardi della macchina amministrativa. E poi leggi non applicate dalla burocrazia apicale, quasi totalmente di diretta espressione del presidente Zingaretti: dalle autorizzazioni ai privati, ai servizi di assistenza domiciliare», continuano i due.

Serve trasparenza
«Atti aziendali nelle Asl annunciati e poi da rifare grazie ai recenti commissariamenti, mentre imperversano incarichi senza concorso affidati spesso per simpatia di chi li firma. Direttori generali valutati, e promossi o bocciati non si capisce in base a quali criteri, ed eventualmente nominati commissari se non in possesso dei requisiti per diventare direttori generali. Ben venga quindi l'allarme dei sindacati - spiegano Sbardella e Righini - continueremo insieme a chiedere trasparenza. Senza scomodare il ministro Lorenzin, forse sarà il caso d'invitare il subcommissario Bissoni in commissione sanità, per sottoporgli tutte le segnalazioni che ci giungono in qualità di consiglieri, per i tanti casi che appaiono come veri e propri abusi d'ufficio e conclamato danno erariale. Magari, prima d'invitare i cittadini a denunciare tutto alle autorità competenti, sperando che il governo nazionale agisca laddove il governo regionale dorme», concludono.

(con fonte Askanews)