M5S denuncia: AMA assume altri 4 dirigenti e mantiene i 41 di «parentopoli»
I pentastellati romani pubblicano una documentazione in cui si attesta che l'azienda dedita allo smaltimento dei rifiuti su Roma starebbe assumendo altri quattro dirigenti. Ad aggravare la situazione anche il mancato licenziamento dei dipendenti coinvolti nello scandalo «parentopoli»
ROMA – Il Movimento 5 Stelle torna a farsi sentire e stavolta lo fa denunciando AMA. Sul blog dei pentastellati romani spunta un articolo in cui si denuncia pubblicamente uno «scandalo» legato all'azienda che si occupa della raccolta rifiuti sulla Capitale.
La denuncia
Come precisano i grillini, non essendo più consiglieri comunali, gli esponenti del M5S romano denunciano pubblicamente lo scandalo AMA che si sta perpetrando in queste ultimissime ore. «Leggendo il documento apprendiamo, dunque, che AMA si rivolge all'Amministrazione Capitolina per essere autorizzata ad assumere! Si, avete capito bene: assumere altri tre dirigenti e un quadro. Da una rapida ricerca effettuata sul sito dell'Ama, rileviamo che lo stipendio medio dei dirigenti della predetta Azienda (stipendio tabellare annuo lordo + retribuzione di posizione annua lorda) si attesta intorno ad Euro 110.000,00. Diversamente lo stipendio medio annuo di un quadro risulta pari a circa 93.000,00.Quindi, con questa cortese missiva, AMA sostanzialmente chiede di essere autorizzata a spendere annualmente altri 420.000,00 euro circa», scrivono.
«Solo 16 dirigenti»
Quale è la motivazione alla base di ciò? «AMA avrebbe "solo" 16 dirigenti operativi e 57 quadri a fronte di oltre 7800 dipendenti "con una conseguente palese debolezza strutturale della linea manageriale" e quindi, nel quadro di "riorganizzazione che si sta seguendo, teso al raggiungimento una sempre maggiore competitività, efficacia ed economicità dell'azienda..." occorre assumere. In atri termini, AMA chiede di assumere tre dirigenti e un quadro, ossia di poter spendere ulteriori 420.000,00 euro annui, per esigenze di economicità. Già solo questa motivazione appare contraddittoria rispetto al contenuto della richiesta stessa», continuano ancora i grillini.
Le assurdità di Ama
Come scrivono i grillini, dai documenti si evince come l'azienda avrebbe intenzione di assumere quattro figure per i settori legale, societario e anticorruzione, relazioni industriali e contenzioso, direzione amministrativa e ecodistretti, con una figura esperta di gestione dei rifiuti e tutela dell'ambiente. Quello che è evidente è che una delle più grandi aziende impegnata nella gestione integrata dei servizi ambientali dovrebbe già avere nel suo organico una figura esperta di gestione rifiuti e tutela ambientale.
Il fantasma di parentopoli
Non sarebbe tutto qui. La denuncia dei grillini continua, infatti, mettendo in luce un altro sconvolgente dato: AMA non starebbe procedendo a licenziare i 41 assunti con il sistema "parentopoli" (quindi i dipendenti per i quali una sentenza del Tribunale Penale di Roma ha accertato l'assunzione con modalità illegittima) «per paura di eventuali problemi connessi alle altrettante eventuali cause che i licenziati potrebbero avviare contro l'Azienda medesima. Quindi a fronte di cause future ed eventuali, che potrebbero concludersi anche con il rigetto delle richieste dei licenziati, AMA preferisce restare immobile, inviando una mera lettera di comunicazione di avvio di un procedimento disciplinare. Così, tanto per poter dire di aver fatto qualcosa. Del resto, gli stipendi "dei 41" continuiamo pagarli noi romani!».
Le richieste del M5s romano
Che cosa chiedono, dunque, i grillini? Innanzitutto che l'Amministrazione Capitolina, nella persona del Commissario Straordinario Francesco Paolo Tronca, avvii una «seria riflessione sul Direttore Generale Ing. Filippi e sull'attuale CdA di AMA i quali non appaiono, allo stato, pienamente in grado di comprendere la gravità della situazione nella quale versa l'Azienda». Inoltre, continuano i pentastellati capitolini, «esortiamo il Commissario, in qualità di rappresentante del Socio unico Roma Capitale, a voler respingere al mittente la richiesta di AMA del 20 ottobre 2015 ricordando all'Azienda che in un momento di estrema difficoltà anche economico-finanziaria, la richiesta appare inopportuna e non ricevibile nonché a voler dare seguito alla sentenza c.d. "parentopoli", ripristinando senza indugio la legalità».