5 giugno 2020
Aggiornato 09:30
dati inps e unioncamere

Sanità, un bilancio molto positivo nella regione Lazio

Trend in miglioramento durante la presidenza Zingaretti

ROMA - «Oggi secondo i dati Inps e Unioncamere emerge che il Lazio sta diventando, sia sul lavoro stabile che sulla creazione di nuove imprese, una delle regioni se non la regione leader in Italia della ripresa. Tutto ciò è anche figlio e frutto delle scelte che stiamo facendo prima di tutte aver immesso liquidità nel mercato e abbiamo coperto quasi 9 miliardi di debiti». Così il presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, a margine di un evento a Roma commentando i dati diffusi oggi da Inps e Unioncamere.

Un bilancio molto positivo
Un successo quello della presidenza Zingaretti, che ha raggiunto buoni risultati soprattutto per quanto riguard ala sanità regionale. «Bilancio positivo per la sanità del Lazio quello che si evince dalla presentazione dei dati del sistema Prevale (Programma Regionale di Valutazione degli Esiti degli interventi sanitari) 2015 illustrati oggi dal Presidente Zingaretti, soprattutto in termini di riduzione della spesa sanitaria, nel Lazio si riduce dello 0,18% mentre in Italia sale», afferma la senatrice Pina Maturani, vicepresidente del gruppo Pd e membro della commissione Sanità del Senato.

Meno spesa sanitaria, più prestazioni
«Una riduzione della spesa sanitaria che dall'altra parte registra un netto miglioramento delle prestazioni sanitarie. In particolare - ha aggiunto Maturani - si confermano trend positivi per gli interventi di colecistectomia, il trattamento dell'infarto acuto del miocardio e la tempestivita' dell'intervento chirurgico entro due giorni dalla frattura del collo del femore. Significativo è poi il dato sui parti cesarei in netta diminuzione. Indubbiamente - ha sottolineato Maturani - ancora non si può dire di aver raggiunto gli alti livelli di qualità che si registrano in altre realtà nazionali e non solo. Molto lavoro resta ancora da fare soprattutto per quanto riguarda gli standard delle cure ospedaliere carenti in alcune strutture regionali. Ma possiamo senz'altro dire che siamo sulla strada giusta, grazie anche al proficuo lavoro del presidente Zingaretti. I dati Prevale sono senz'altro un ottimo strumento per monitorare e adeguare la qualità delle cure e delle prestazioni sanitarie e permettere al Servizio sanitario regionale di rispondere sempre meglio alla richiesta di salute dei cittadini».

I risultati raggiunti
La proporzione di interventi per fratture del collo del femore in pazienti anziani eseguite entro due giorni dall'accesso nella struttura di ricovero è aumentata, passando dal 41% nel 2013 al 49% nel 2014 fino al 53% nel I semestre del 2015. Si osserva, comunque, una notevole eterogeneità tra le strutture di ricovero, con molte strutture che hanno valori superiori al 60%, come raccomandato dallo stesso regolamento del Ministero della Salute sugli standard delle cure ospedaliere. Per la maggior parte degli ospedali si osserva un aumento della proporzione di fratture di femore operate entro due giorni con aumenti più sensibili nell'Azienda Ospedaliera Universitaria di Tor Vergata (dal 45% all'85%), la Casa di Cura Accreditata S.Anna (dal 40% all'80%), l'ospedale di Rieti (dal 25% al 70%) e l'ospedale Grassi di Ostia (dal 25% al 60%). Aumentano in maniera sensibile anche il Sant'Andrea e il Policlinico Casilino pur restando sotto la soglia del 60%. Sono numerosi gli ospedali pubblici, privati ed universitari che raggiungono o mantengono soglie ben superiori al 70%, oltre a Tor Vergata, il San Filippo Neri, il S.Eugenio, il Policlinico Gemelli, il San Camillo, l'ospedale Belcolle di Viterbo, l'ospedale S. Maria Goretti e l' Istituto Chirurgico Ortopedico Traumatologico di Latina, la CCA Nuova Itor, il Santo Spirito e l'Ospedale Fatebenefratelli all'Isola Tiberina. (Fonte Askanews)

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