31 gennaio 2023
Aggiornato 18:30
Politiche energetiche

Le poche luci e le molte ombre dei nuovi Certificati Bianchi

A rischio il settore delle rinnovabili e le compagnie di servizi energetici. Tra gli aspetti positivi, secondo il Coordinamento Free, c'è senz'altro l'estensione del campo di applicazione degli strumenti di incentivazione dell'efficienza energetica a settori oggi non coperti come quello idrico, l'ITC, i trasporti e le reti elettriche di utenza

ROMA - «Il documento di consultazione sui Certificati bianchi promosso dalla Direzione Mercato elettrico del Ministero dello Sviluppo economico presenta poche luci e molte ombre», ha spiegato il Coordinamento Free, fonti rinnovabili ed efficienza energetica che raggruppa circa 30 associazioni del settore, durante un'audizione al Senato.

A RISCHIO ESCO E RINNOVABILI - «Sicuramente lo sforzo che il Mise sta portando avanti, vale a dire quello di ridefinire e potenziare il ruolo dei certificati bianchi è un obiettivo positivo, ma gli strumenti ipotizzati rischiano di penalizzare, e non poco, attori come le Esco (compagnie di servizi energetici, ndr) e settori come le rinnovabili. Il rischio che le nuove linee guida delineate dal Mise penalizzino gravemente la diffusione delle Esco, e di fatto il processo di loro specializzazione e qualificazione, a causa dell'obbligo di capitalizzazione equivalente al cumulo dei TEE (i certificati bianchi, ndr) ricevuti o alla richiesta indiscriminata di fidejussioni bancarie, è molto concretoTale ipotesi, se confermata - commenta il presidente del Coordinamento Free, Gianni Silvestrini - indurrebbe la scomparsa di fatto della stragrande maggioranza delle energy service company specializzate nel settore, rendendo possibile svolgere questa attività solo in forma consulenziale e/o come marginale diversificazione di portafoglio».

GLI ASPETTI POSITIVI - Tra gli aspetti positivi, secondo il Coordinamento Free, c'è senz'altro l'estensione del campo di applicazione degli strumenti di incentivazione dell'efficienza energetica a settori oggi non coperti come quello idrico, l'ITC, i trasporti e le reti elettriche di utenza.