20 ottobre 2020
Aggiornato 07:00
Energia

Produrre energia come nelle stelle: l'Italia c'è

Enea e Asg Superconductors hanno presentato oggi a Genova il primo modulo di magnete superconduttore per il reattore sperimentale di fusione nucleare JT-60SA, in costruzione a Naka in Giappone e destinato a riprodurre la stessa reazione che avviene negli astri

GENOVA - Produrre energia come avviene nelle stelle: Enea e Asg Superconductors hanno presentato oggi a Genova il primo modulo di magnete superconduttore per il reattore sperimentale di fusione nucleare JT-60SA, in costruzione a Naka in Giappone e destinato a riprodurre la stessa reazione che avviene negli astri. «E' la più grande bobina superconduttrice mai realizzata», ha sottolineato Federico Testa, commissario dell'Enea.

La realizzazione del Tokamak, il nome scientifico del tipo d'impianto che brucierà il primo plasma nel 2019, rientra nel programma Broader Approach che Europa e Giappone stanno portando avanti con l'obiettivo di accelerare la ricerca sulla fusione nucleare. Il Tokamak euro-nipponico costituisce una tappa fondamentale nel programma di fusione nucleare che vede in Iter uno dei più grandi e complessi progetti a livello mondiale, attualmente in fase di realizzazione a Cadarache in Francia.

Le bobine Enea - Asg Superconductors andranno a comporre il magnete superconduttore di JT-60SA, cuore pulsante del reattore a fusione con il compito di confinare nel Tokamak il plasma, la materia di cui il sole e le stelle sono composti, che raggiunge una temperatura di milioni di gradi in modo da replicare lo stesso processo di produzione di energia del sole e delle stelle. 

L'Italia si è impegnata a contribuire all'attuazione dell'accordo bilaterale affidando all'Enea la fornitura di 9 delle 18 bobine, casse di contenimento e sistemi di alimentazione elettrica inclusi, del magnete superconduttore. Il valore di questa prima commessa supera i 17 milioni di euro per Asg, ai quali vanno aggiunti 10 milioni per i componenti strutturali realizzati dalla Walter Tosto e circa 12 milioni per i sistemi di alimentazione elettrica dei magneti. Secondo il commissario dell'Enea, Federico Testa, «il settore della fusione nucleare rappresenta un chiaro esempio di come la collaborazione tra ricerca e industria sia vincente, come dimostra il miliardo di euro circa di commesse vinte da aziende italiane».

«Aver realizzato nel rispetto di tempi e requisiti le bobine per JT-60SA - ha affermato il presidente di Asg Superconductors, Davide Malacalza - ci conferma leader nel settore dei magneti superconduttivi. In questo quadro -ha concluso Malacalza - la sempre più stretta collaborazione con Enea è importantissima, poiché anche grazie a queste competenze un'azienda con sede e stabilimenti in Italia come Asg è in condizione di competere su mercati internazionali per l'aggiudicazione di commesse per la fornitura di magneti per le applicazioni industriali, il settore med-tech ed energia».