26 giugno 2019
Aggiornato 22:00
Parla il governatore della Banca centrale

Le autorità cinesi lo ammettono: «C'è stata la bolla»

La commissione di controllo sui mercati tuttavia sottolinea che il mercato azionario si va normalizzando, e può contare su una liquidità relativamente abbondante

ROMA (askanews) - La Banca centrale cinese e le autorità di borsa ammettono che sul mercato azionario si è creata una bolla speculativa ma adesso la situazione si sta normalizzando. La China Securities Regulatory Commission (l'equivalente cinese della Consob) ha rilevato che «il rialzo del mercato azionario è stato troppo rapido e troppo ampio provocando la formazione di una bolla ed erano inevitabili la caduta dei prezzi e il loro aggiustamento» secondo quanto scrive l'agenzia Xinhua.

La confessione della banca centrale cinese
La commissione di controllo sui mercati tuttavia sottolinea che il mercato azionario si va normalizzando, e può contare su una liquidità relativamente abbondante. Oltre alla Commissione di controllo sui mercati, anche la Banca centrale cinese ha ammesso la creazione di una bolla speculativa sul mercato azionario. Secondo un comunicato diffuso sul sito della Pboc, il governatore della banca centrale, Zhou Xiaochuan, in occasione del G20 finanziario ad Ankara ha riconosciuto l'esistenza della bolla sul mercato azionario dopo un impressionamente rialzo.

Ribassi per la borsa di Shanghai
«La bolla ha continuato a gonfiarsi fino alla metà di giugno - ha detto il governatore - e poi ci sono state tre fasi di correzione. Le prime due non hanno avuto impatto a livello internazionale mentre l'ultima a fine agosto ha avuto un'influenza globale». La Banca centrale comunque assicura che la correzione del mercato azionario «si sta esaurendo» sottolineando che l'aggiustamento del mercato azionario non impatta sul trend dell'economia della Cina. Ancora in pesante ribasso però la Borsa di Shanghai. L'indice principale termina la seduta con una flessione del 2,55% scivolando a 3.079 punti. Limita i danni la Borsa di Shenzhen che chiude le contrattazioni con un calo dello 0,63%. I mercati azionari cinesi hanno riaperto oggi dopo tre giorni di festività. Le vendite a Shanghai hanno penalizzato soprattutto il settore finanziario con forti ribassi tra i titoli dei settori bancario e assicurativo. Intano Pechino ha rettificato il PIL del 2014 al 7,3% dal 7,4% precedente, confermando che la crescita è ancora più lontana dal target fissato dal governo cinese del 7,5%.