6 dicembre 2019
Aggiornato 01:00
La Banca centrale israeliana dissente

Israele, Netanyahu taglia le tasse: «Se sono alte l'economia non cresce»

L'Iva viene ridotta al 17%: è il tentativo del premier israeliano per rianimare economia nazionale

ROMA (askanews) - Il governo israeliano ha annunciato una serie di riduzioni fiscali per cercare di ridare fiato all'economia. Nel secondo trimestre il Pil ha registrato un incremento limitato allo 0,3%, troppo poco per un Paese che fino a pochi mesi fa cresceva a un ritmo annuo del 3% e che ora vede una domanda interna debole. Ma la banca centrale è preoccupata per la riduzione fiscale, definita «imprudente».

Nethanyahu: Con tasse troppo alte l'economia non cresce
Annunciando in una conferenza stampa le nuove misure, che includono un taglio dell'Iva dal 18% al 17% e dell'imposta sulle società dal 26,5% al 25%, il primo ministro israeliano Benjamin Nethanyahu ha sottolineato che «con tasse più alte l'economia non cresce. E per incoraggiare la crescita ho deciso insieme al ministro delle finanze di tagliare le tasse. Possiamo farlo perchè le casse dello Stato hanno accumulato miliardi di tasse in avanzo». Una tesi non condivisa - riporta il Ft - dalla banca centrale israeliana che momenti prima della conferenza stampa aveva emesso un comunicato definendo «imprudente il taglio delle tasse anche perchè le maggiori entrate fiscali potrebbero non essere indicative di una tendenza in atto».