28 settembre 2022
Aggiornato 11:30
Meeting di Rimini

Etihad: «Alitalia è stato un ottimo investimento»

Il presidente e ceo di Etihad Airways, James Hogan, prende la parola al convegno di Cl e fa un bilancio dell'iter trascorso dopo l'acquisizione della compagnia di bandiera italiana

RIMINI (askanews) - A un anno di distanza l'acquisizione di Alitalia da parte Etihad si è rivelata «un ottimo investimento». Lo ha detto il presidente e ceo di Etihad Airways, James Hogan, per il quale è stata «imboccata la strada giusta» e quello con la compagnia italiana «è stato un ottimo inizio». Nel fare un bilancio durante un convegno al Meeting di Cl, il vicepresidente di Alitalia ha ammesso che un anno fa, quando gli era stato chiesto di acquisire la compagnia di bandiera italiana, «avevo detto subito di no, perché vedevo un business che per molti anni ha attraversato momenti difficili».

Hogan: E' stata la strada giusta
A Rimini, nel suo intervento al convegno «Scommettere e investire in Italia» con il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, Hogan ha indicato i «cinque obiettivi strategici» portati avanti da Etihad per rilanciare Alitalia. «Vogliamo fungere da guida per tutti i nostri partner; tornare a piena redditività già dal 2017; vogliamo che gli azionisti vedano risultati per sostenere questo progetto; ma vogliamo anche crescere organicamente facendo leva con altre compagnie aeree e garantire flusso per investimenti continui. Considerando il punto iniziale, e considerando che avevo molti dubbi da subito - ha aggiunto Hogan -, dodici mesi dopo posso dire che è stato un ottimo investimento, abbiamo imboccato la strada giusta, è stato un ottimo inizio».

Il passato è passato
«L'Italia ha un mercato molto forte, ci sono moltissimi voli per gli Stati Uniti e, soprattutto, gli italiani viaggiano molto, quindi il flusso di rotte è molto interessante», ha spiegato Hogan nel suo intervento al Meeting di Cl. Ma prima di valutare se l'investimento in Italia fosse redditizio per Etihad Airways, è stato opportuno considerare altri aspetti. Per esempio «abbiamo visto che ci sono state» in passato «interferenze politiche di gestione, che sono state di grande ostacolo» per l'amministrazione della compagnia aerea. «Per questo avevamo delle perplessità». Prima di aprire il dossier, ha confidato il ceo di Etihad «siamo stati moto chiari dall'inizio: abbiamo chiesto chiarimenti e abbiamo detto che il passato doveva essere il passato». Ma «ci sono stati anche dei motivi per avere fiducia», come ad esempio «lo spirito costruttivo del governo e l'atteggiamento anch'esso costruttivo del sindacato».

In 12 mesi abbiamo realizzato una ricostruzione straordinaria
«Doveva garantire che il piano industriale fosse in grado di dare già i primi frutti i primi anni» ha ricordato il manager, per questo sono stati coinvolti «tutti i comparti dell'azienda: abbiamo investito tantissimo tempo in incontri per presentare il nostro piano industriale; era fondamentale che tutti i dipendenti capissero e condividessero il progetto, perché il coinvolgimento del capitale umano è fondamentale. Devo ammettere che tutto il personale Alitalia è stato straordinario: hanno deciso di abbracciare questo cambiamento; quasi tutti i 1.500 dipendenti hanno trascorso un periodo di formazione ad Abu Dabi; la reazione è stata straordinaria, hanno condiviso subito la volontà di essere i migliori nella categoria». Il marchio Alitalia «fa parte del cuore pulsante dell'Italia e bisognava valorizzarlo: ogni volta che si sale su un aereo Alitalia si sale nel cuore dell'Italia. E' uno dei marchi più forti nel mondo, anche per questo gli investitori fin dal primo giorno hanno condiviso» il progetto di riqualificazione, e c'è stato un «supporto trasversale a tutti i livelli. Nel giro di 12 mesi c'è stata una ricostruzione straordinaria».