14 giugno 2024
Aggiornato 20:00
I dati sul peso del fisco in Italia

Stato ed enti locali, solo tasse e aumento tariffe

Le imposte, le tasse e i tributi che gli italiani versano allo Stato centrale sono tre volte superiori a quelle che pagano a Regioni ed enti locali. Lo rileva uno studio della Cgia di Mestre. Per la Confartigianato in tre anni tariffe servizi locali +10%.

ROMA - Le imposte, le tasse e i tributi che gli italiani versano allo Stato centrale sono tre volte superiori a quelle che pagano a Regioni ed enti locali. Lo rileva uno studio della Cgia di Mestre secondo cui nel 2014, ad esempio, all'erario sono andati ben 379,7 miliardi mentre nelle casse dei governatori e dei sindaci sono stati versati 106,1 miliardi di euro.
Sul totale delle entrate tributarie incassate dalle amministrazioni centrali, il 60%o circa è riconducibile all' Irpef (161,4 miliardi), all'Iva (97,1 miliardi) e all'Ires (31 miliardi). A livello locale, invece, le imposte più "pesanti" sono l'Irap (30,4 miliardi di gettito), l'Imu/Tasi (21,1 miliardi), l'addizionale regionale Irpef (10,9 miliardi) e l'addizionale comunale Irpef (4,4 miliardi).

Su un totale di 485,8 miliardi di entrate tributarie percepite l'anno scorso dal fisco, il 78% circa è finito nelle casse dello Stato centrale e solo il 22% circa agli enti locali. «Nell'immaginario collettivo - evidenzia Paolo Zabeo della Cgia - si è diffusa l'idea che in questi ultimi anni governatori e sindaci sarebbero diventati dei nuovi gabellieri, mentre lo Stato centrale avrebbe alleggerito la pressione fiscale nei confronti dei contribuenti. In realtà, le cose non sono andate proprio così. Se è vero che negli ultimi 15 anni le tasse locali sono aumentate del 48,4%, quelle in capo alle amministrazioni centrali sono cresciute del 36,1%. Un po' meno, ma non di molto». Dalle regioni e dagli enti locali gli italiani hanno subito un aggravio fiscale di 34,6 miliardi di euro, mentre il peso del fisco nazionale è aumentato di ben 100,7 miliardi.

In tre anni tariffe servizi locali +10%
Tra giugno 2012 e giugno 2015 le tariffe dei servizi pubblici locali (raccolta rifiuti, trasporti pubblici, parcheggi, istruzione secondaria, mense scolastiche, nidi d'infanzia comunali e certificati anagrafici) sono aumentate del 9,9%, mentre l'inflazione è rimasta contenuta ad un aumento dell'1,7%. Lo rileva un'indagine di Confartigianato secondo cui per le tasche di famiglie e imprenditori c'è stata una vera e propria impennata negli ultimi due anni, tradottasi in una crescita del 6,2% delle tariffe a fronte di un modesto aumento dello 0,5% del tasso di inflazione.

Crescono le tariffe e cresce il numero delle aziende pubbliche partecipate a livello locale: ben 1.782 presenti in tutta Italia e molte delle quali sono in perdita.

In testa nella classifica delle regioni con gli organismi a totale partecipazione pubblica che registrano le maggiori perdite c'è il Lazio, In questa regione si registra una differenza di 27,6 milioni di euro data da utili per 4,4 milioni e perdite per 32 milioni. Secondo posto per l'Umbria con una differenza di 26,4 milioni tra utili per 6,4 milioni e perdite per 32,8 milioni. Seguono la Campania con una differenza di 19,8 milioni tra utili per 4,6 milioni e perdite per 24,4 milioni e il Piemonte (-9,2 milioni tra utili per 18,4 milioni e perdite per 27,6 milioni).

Seguono Calabria (-6,7 milioni tra utili per 0,8 milioni e perdite per 7,5 milioni), Abruzzo (con una differenza di 5,2 milioni data da utili per 1,8 milioni e perdite per 7 milioni), Molise (con una differenza di 2,7 milioni data da utili per 0,3 milioni e perdite per 3 milioni) e infine la Sicilia con una differenza di 2,4 milioni data da utili per 11,5 milioni e perdite per 13,9 milioni.

Trentino la regione più virtuosa
All'altro capo della classifica, la regione più virtuosa è il Trentino Alto Adige dove gli utili di 137,5 milioni superano di 132,1 milioni le perdite di 5,4 milioni. Buona performance anche per la Sardegna, regione in cui gli utili delle società pubbliche locali si attestano a 109,3 milioni e superano di 106,8 milioni i 2,5 milioni di perdite. Bene anche la Puglia dove gli utili di 73,1 milioni superano di 61,6 milioni gli 11,5 milioni di perdite.

Secondo il rapporto di Confartigianato, nelle otto regioni dove le perdite superano gli utili, gli organismi a totale partecipazione pubblica mostrano un'incidenza del costo del personale sul costo della produzione pari al 37,2%, superiore di 13,5 punti rispetto al 23,8% registrato nelle 13 regioni dove, al contrario, gli utili superano le perdite.

«Il mercato dei servizi pubblici locali - commenta il segretario generale di Confartigianato, Cesare Fumagalli - ha bisogno di una robusta cura di efficienza. Le regole di una sana gestione imprenditoriale non possono valere soltanto per i privati. I risultati di esercizio e i costi per i cittadini la dicono lunga sulla necessità di interventi mirati a razionalizzare e innovare la gestione, innalzare la qualità dei servizi, migliorare la convenienza di prezzi e tariffe».