23 agosto 2019
Aggiornato 11:30
-23,8% consumi italiani di metano dal 2004

Malacarne: Tap è «importante per l'Italia»

Gli approvvigionamenti di gas «oggi non servono tanto nella logica di coprire i consumi ma servono per allineare i prezzi. Più fonti ci sono e meglio è» ha detto l'ad di Snam. Lo Stivale potrà trarre vantaggi dall'approdo del gasdotto che trasporterà il gas azero verso l'Europa, perché «se diventiamo un paese di transito il costo della logistica si dimezza»

ROMA – Gli approvvigionamenti di gas «oggi non servono tanto nella logica di coprire i consumi ma servono per allineare i prezzi. Più fonti ci sono e meglio è», per questo «avere il Tap (Trans adriatic pipleine, ndr) è importante», ha detto l'amministratore delegato di Snam, Carlo Malacarne nel corso di un'audizione alla Commissione Industria del Senato.

DA 2004 -23,8% CONSUMI GAS IN ITALIA - Da anni infatti l'Italia ha conosciuto una drastica riduzione dei consumi di metano: nel 2014, secondo l'elaborazione dei dati di Snam da parte di Staffetta Quotidiana, il Belpaese ha consumato 61,4 miliardi di metri cubi gas, 8 miliardi in meno (-11,6%) rispetto al 2013, nel 2013 il calo di consumo era stato del 6,4 per cento, mentre se si confronta il dato con il 2012 la riduzione è del 17,3 per cento e rispetto al 2004 si è usato il 23,8 per cento di metano in meno. Le importazioni hanno seguito la domanda: nel 2014 abbiamo importato 55,3 miliardi di metri cubi, oltre il 10 per cento in meno del 2013 e il 18,1 per cento in meno del 2012.

ITALIA SARA' PAESE DI TRANSITO - Ciò detto, Malacarne ha spiegato che lo Stivale potrà trarre vantaggi dall'approdo del gasdotto che trasporterà il gas azero verso l'Europa, perché «ogni Paese ha la sua tariffa regolata per il trasporto che sono sostanzialmente le stesse in tutti i Paesi, ma se l'Italia diventa un paese di transito e non solo un consumatore il costo della logistica si dimezza. E' questo il vantaggio di diventare un hub del gas». Quindi Snam ha intenzione di completare gli investimenti necessari per il reverse flow, (l'uso in entrambe le direzioni dei gasdotti sul corridoio Nord-Sud) entro il 2017, un anno dopo l'inizio dei lavori per la costruzione del Tap, così da potenziare gli interscambi di gas e allineare i prezzi con l'Unione Europea.

6 MILIARDI PER PORTARE GAS IN EUROPA - La società pubblica ha stimato in 6 miliardi di euro il costo per realizzare il corridoio Nord-Sud (nel piano 2015-2018 ne aveva previsti 4,8), quello che collegherà la Puglia dove approderà Tap e le regioni settentrionali italiane, e secondo Malacarne «non ne servono altri. Con il completamento del reverse flow nel 2017 ci sarà la capacità necessaria» per annullare il differenziale di prezzo di 1-1,5 centesimi con l'Ue «ma è chiaro che poi ci vuole anche il gas». Il corridoio sarà fondamentale perché il metano proveniente dal Mar Caspio possa raggiungere i mercati che la società Tap Ag spera di poter rifornire. L'azienda che sta costruendo il gasdotto ha previsto che l'hub per l'Europa centrale sia quello di Baumgarten, in Austria al quale collegarsi attraverso il gasdotto Tag. Germania e Francia invece sarebbero raggiunte utilizzando i tubi del Tranitgas. Quanto al Regno unito Snam Rete Gas e Fluxys hanno concordato il potenziamento del reverse flow fisico tra Italia e Regno unito, interconnettendo i mercati del gas di Italia, Svizzera, Germania, Paesi Bassi e Belgio. Tap Ag non ha escluso poi di veicolare il proprio gas alla Bulgaria, Croazia, Albania, Montenegro e Bosnia Erzegovina.

CREARE RISERVA EUROPEA DI GAS - A proposito di interconnessioni Malacarne ne ha illustrato i vantaggi: «I 13 miliardi di metri cubi italiani non posso più dire che mi bastano per un inverno freddo perché anche se fa caldo, come è successo quest'anno, il gas degli stoccaggi si usa comunque tutto». Quindi, ha aggiunto «perché non usare una parte dello stoccaggio per garantirmi una sicurezza a livello europeo? Questo non vuol dire regolare tutto lo stoccaggio, ma creare una riserva per due-tre mesi come succede nel petrolio. Potrebbe essere un'idea gestire a livello europeo una parte degli stoccaggi per garantirmi da ammanchi di gas sfruttando le interconnessioni. Con 40 miliardi di metri cubi si avrebbero tre mesi circa di consumi europei». Secondo il manager: «Gli stoccaggi stanno cambiando ruolo. Oggi se ne consumano di più perché hanno assunto il ruolo dei contratti take or pay. Sono diventati la base di utilizzo e invece il gas spot o quello take or pay rinegoziato sono diventati quelli che fanno trading. Quindi si è ribaltata la situazione».