15 settembre 2019
Aggiornato 20:30
Interconnessioni con Francia e Montenegro operative tra 2018-19

Terna approva il bilancio 2014: l'utile cresce del 6%

Il consiglio di amministrazione della società che gestisce gli impianti ad alta tensione italiani ha deliberato un dividendo di 20 centesimi per azione di cui 7 centesimi già pagati come acconto. Per il quadriennio 205-2019 prevede di investire 3,9 miliardi, di cui 3,2 sulla rete elettrica nazionale, sopratutto per lo sviluppo di nuove infrastrutture e tecnologie

ROMA – Terna ha approvato il bilancio 2014, che ha visto crescere l'utile netto del 6 per cento a 544,5 milioni rispetto all'anno scorso, mentre i ricavi sono aumentati del 5,3 per cento a 1,99 miliardi. Il consiglio di amministrazione della società che gestisce gli impianti ad alta tensione italiani ha deliberato un dividendo di 20 centesimi per azione di cui 7 centesimi già pagati come acconto. Nel 2014 l'Ebitda si è attestato a 1,49 miliardi con un (+0,2%) mentre il risultato operativo è sceso a 1,01 miliardi (-2,6%) per effetto di maggiori ammortamenti e svalutazioni. Terna ha investito complessivamente1,09 miliardi (in linea con i piani di sviluppo della società) mentre l'indebitamento finanziario netto a fine anno è salito a 6,96 miliardi miliardi rispetto ai 6,69 miliardi di fine 2013.

- 10% INVESTIMENTI - Nel piano 2015-2019 l'azienda ha previsto di non modificare il rendimento (20 centesimi) con un payout pari al 70 per cento. Nel quadriennio Terna ha stimato ricavi in crescita di oltre 2 miliardi grazie al maggior contributo delle attività non regolate. L'Ebitda è atteso in aumento a oltre 1,5 miliardi di euro. In discesa invece di 104 milioni gli investimenti (-10%) rispetto al 2014 quando sono stati pari a 1,048 miliardi. Per quanto riguarda i ricavi, il gruppo ha previsto 1,4 miliardi di ricavi cumulati dalle attività non regolate nell'arco di piano,(+16% su base annua). Nel 2019 supereranno i 300 milioni. Terna ha stimato inoltre un cash flow di oltre 2 miliardi di euro e una riduzione dell'indebitamento netto a partire dal 2018 con una ottimizzazione del costo del debito atteso mediamente intorno al 2 per cento nell'arco di piano.

3,9 MILIARDI PER SVILUPPO RETI - Nel piano strategico la compagnia ha deciso di dedicare 3,9 miliardi per lo sviluppo della rete elettrica, 300 milioni in più di quanto previsto nel precedente cronoprogramma. Gran parte di questo investimento sarà speso sulla rete elettrica nazionale (3,2 miliardi), di cui quattro quinti verranno impiegati nello sviluppo di nuove infrastrutture e tecnologie. A questi si aggiungeranno investimenti terzi per oltre 400 milioni per la realizzazione dei progetti Interconnector, oltre a finanziamenti Ue per complessivi 300 milioni di euro, entrambi elementi che non avranno un impatto sulla tariffa elettrica e sul debito della società.

INTERCONNESSIONE CON FRANCIA E MONTENEGRO - Per quanto riguarda le interconnessioni tra Italia e Francia e Italia e Montenegro saranno operative tra il 2018 e il 2019, ha annunciato l'amministratore delegato, Matteo Del Fante: «Montenegro e Francia entreranno in operatività tra 2018 e 2019. Il Montenegro sta andando avanti, abbiamo già disposto 140 chilometri di cavi sottomarini». A proposito l'ad ha aggiunto: «La rete può essere d'ausilio per il miglioramento della rete nazionale in alcune aree specifiche. E' un'operazione che avrebbe veramente senso per il beneficio del sistema. L'intero processo - ha aggiunto - è nelle mani dell'Autorità che sta valutando il valore della rete a sistema per poter quantificare una Rab (valore degli asset riconosciuto, ndr) e il relativo ritorno che sarà riconosciuto alla Rab . E' lì che subentra Terna. Non c'è nessuna operazione in atto finché non ci verrà detto dal regolatore cosa andiamo acquistando e quale sarà il rendimento in termini di ricavi». La risposta dell'Authority è attesa entro fine mese. Sul collegamento Italia-Francia «oggi abbiamo dato a Prysmian le chiavi del contratto». Terna sta aspettando la valutazione dell'Autorità dell'energia per poter acquisire da Fs la rete ad alta tensione in mano alle stesse Ferrovie pari a 9mila 300 chilometri.