6 aprile 2020
Aggiornato 11:30
La società punta a rafforzare l'interconnessione con il Vecchio continente

Snam investirà 5,1 miliardi entro il 2018

Nel 2015 l'azienda prevede di spendere 1,3 miliardi per «incrementare la sicurezza degli approvvigionamenti e la flessibilità del sistema, ma anche a favorire il transito di flussi di gas verso i mercati europei nella più ampia ottica di un'effettiva interconnessione con le reti continentali».

ROMA – Snam ha annunciato che investirà 5,1 miliardi di euro nel periodo 2015-2018 per aumentare la flessibilità del sistema gas e rafforzare l'interconnessione con le reti europee. «Per il periodo 2015-2018 investiremo 5,1 miliardi, a sostegno dello sviluppo di progetti mirati, in un contesto di mercato in evoluzione, con l'obiettivo di contribuire ulteriormente al processo di integrazione delle reti europee e alla sicurezza degli approvvigionamenti», ha detto l'amministratore delegato, Carlo Malacarne a margine della presentazione del bilancio 2014.

5,1 MILIARDI DI INVESTIMENTI ENTRO IL 2018 - Dei 5,1 miliardi previsti, 1,3 sarà speso già nel 2015, per «incrementare la sicurezza degli approvvigionamenti e la flessibilità del sistema, ma anche a favorire il transito di flussi di gas verso i mercati europei nella più ampia ottica di un'effettiva interconnessione con le reti continentali», è scritto nella nota aziendale. Altri 3,1 miliardi invece saranno destinati ai settori trasporto e rigassificazione. Si realizzerà un gasdotto in Pianura Padana per servire meglio il Settentrione e per esportare più facilmente verso il Nord Europa, soprattutto in vista dell'approdo in Puglia del gasdotto Trans adriatic pipeline. Sempre in previsione di Tap, Snam ha spiegato di voler investire altri 1,7 miliardi dopo il 2018 per il completamento di progetti di sviluppo. Inoltre nel piano quadriennale è scritto che si migliorerà la rete nazionale per aumentarne la flessibilità e le interconnessioni con quella regionale. Entro il 2018 l'azienda ha previsto di posare mille chilometri di tubi (+3% rispetto a fine 2014) e di incrementare la potenza installata nelle centrali di compressione di circa 130 megawatt (+15%). Quanto allo stoccaggio, Snam ha intenzione di investire 0,5 miliardi, mentre 1,5 andranno per il settore distribuzione con l'obbiettivo di installare entro il 2018 200mila contatori in più (6,6 milioni di unità rispetto ai 6,4 milioni di fine 2014).

LE PARTECIPAZIONI IN TIGF E TAG – L'azienda ha poi ricordato il proprio ruolo significativo nell'integrazione delle infrastrutture gas europee grazie a investimenti e partnership lungo le due principali direttrici energetiche continentali, SudNord ed Est-Ovest. «Tigf, posizionata strategicamente lungo la rotta di collegamento con la Penisola Iberica, può consentire di cogliere ulteriori opportunità di creazione di valore legate allo sviluppo di maggiore integrazione del mercato francese e alle possibili nuove interconnessioni internazionali», ha scritto Snam. Per quanto riguarda invece la partecipazione in Tag - è spiegato ancora nella nota - «è in perfetta sintonia con la strategia di sviluppo estero di Snam e rafforza il ruolo primario della società tra gli operatori infrastrutturali europei. Il gasdotto, che rappresenta la più importante infrastruttura per l'importazione di gas per il mercato italiano, grazie anche al suo potenziale utilizzo in reverse-flow verso Est Europa e Germania meridionale, è un asset strategico per l'integrazione del mercato unico europeo». Snam ha quindi annunciato che entro il 2018, il «contributo complessivo da partecipazioni è atteso in significativo incremento» , grazie alle sue partecipazioni in entrambi i gasdotti.

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