19 agosto 2019
Aggiornato 12:00
Barolo e Barbaresco

Nuova App per viaggiare tra i vigneti delle Langhe

La nuova App ufficiale del Consorzio di Tutela del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani è stata presentata a Torino, dal palco di Teatro Carignano, durante un convegno organizzato in occasione del congresso nazionale dell'Associazione italiana sommelier.

TORINO - Si chiamano «Barolo Official Map» e «Barbaresco Official Map» e contengono la cartografia di tutte le 181 menzioni geografiche aggiuntive (MeGa) del Barolo e delle 66 del Barbaresco, due tra i vini italiani più amati nel mondo. La nuova App ufficiale del Consorzio di Tutela del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani è stata presentata a Torino, dal palco di Teatro Carignano, durante un convegno organizzato in occasione del congresso nazionale dell'Associazione italiana sommelier.

Le nuove MeGa di Barolo e Barbaresco rappresentano «la possibilità di utilizzare - spiega Aldo Vacca, vice presidente del Consorzio e direttore Produttori Barbaresco - nomi geografici corrispondenti a frazioni, comuni o zone amministrative definite, localizzate all'interno della zona di produzione delle due Docg». Nomi che, da tempo (la prima etichetta con l'indicazione Cannubi è del 1752 dell'azienda Manzone Giovanni di Bra), sono presenti sulle etichette ma fino al 2010 per il Barolo e al 2007 per il Barbaresco, non era loro riconosciuto un valore di unicità che permettesse, tra l'altro, di evitare l'abuso del loro utilizzo.

Il primo «mappatore» fu il geometra Lorenzo Fantini: a fine 800 selezionò nomi di famiglie e località. Da allora, in molti si sono dedicati a «frazionare» le colline del Barolo e Barbaresco. Quest'anno entrano in commercio le prime bottiglie di Barolo dove la MeGa avrà un valore legislativo: «Iniziamo un percorso importantissimo - dice Pietro Ratti, presidente del Consorzio - Ci voleva uno strumento moderno e divertente per comunicare le menzioni: da qui nasce l'idea di una App che riesca a geolocalizzare il vigneto dove viene prodotta quella tale bottiglia. L'appassionato, soprattutto all'estero, ha bisogno di sapere di più: da oggi, tramite il nome che trova sull'etichetta, potrà andare a vedere dove si trova quel tale filare che ha prodotto quel tale vino».

Intanto il Consorzio si prepara alla seconda edizione di «Grandi Langhe», l'evento che dal 18 al 20 marzo porterà centinaia di buyer, giornalisti, ristoratori nelle terre del Barolo, Barbaresco, Dogliani, Diano d'Alba e Roero.