20 maggio 2019
Aggiornato 16:00
Appello dei costruttori

Case: un diritto negato dalle tasse

Edoardo Bianchi, presidente dell'Associazione italiana costruttori, invoca lo Stato affinché si esca dal perpetuo limbo in cui giace il settore dell'edilizia: «Non c'è alcuna certezza e resta la confusione«.

ROMA - Il presidente dell'Acer - l'Associazione dei costruttori italiani - Edoardo Bianchi in occasione del suo intervento all'Assemblea annuale in corso all'Auditorium Parco della Musica a Roma chiede che lo stato intervenga in relazione alle richieste di garanzia cui i giovani devono rispondere per accedere ai mutui. Quello che è stato fatto finora è risultato insufficiente per far fronte allo stato di crisi che imperversa tra i giovani. 

LO STATO INTERVENGA - Il presidente dell'Acer ha affermato: "Di fronte alla richiesta di garanzie che i giovani non sono in grado di prestare, come soddisfare l'esigenza legittima di accesso al bene casa? Crediamo che lo Stato debba intervenire con meccanismi di garanzia che agevolino l'erogazione di mutui alle fasce più deboli della società. Gli strumenti finora attivati risultano insufficienti: troppa discrezionalità viene lasciata agli Istituti di credito e le garanzie pubbliche non sembrano essere efficaci come annunciato. Ma quello che più preoccupa è l'eccessiva imposizione fiscale che lo Stato e i Comuni fanno gravare sulla casa, che ormai ha assunto il ruolo di bancomat». E aggiunge: «Di fronte a questa escalation impositiva ci chiediamo fino a dove potrà arrivare. Non c'è alcuna certezza e resta la confusione. E questo è motivo di ulteriore freno alla domanda, sia quella del privato cittadino che quella di potenziali investitori, anche stranieri»

IL PERENNE LIMBO DELL'INCERTEZZA - Ha continuato il suo intervento, il presidente dell'Acer, constatando che la situazione ormai è totalmente affidata all'incertezza: «Sono ormai trascorsi diciotto anni dalla "Variante delle Certezze" e ancora molti programmi vagano nel limbo dell'incertezza. Ma la cosa più grave è che da oltre un anno il tema sembra non essere più nell'agenda di questa Amministrazione Capitolina, nonostante le sue ripetute dichiarazioni di voler dare piena attuazione alle previsioni del Piano Regolatore [...] Sono trascorsi ormai dieci anni dal bando regionale per la realizzazione di case per il mercato della locazione agevolata e fino ad oggi non è stato realizzato neppure un alloggio».

IN ATTESA DELLA LEGGE DI MODIFICA «Finanziamenti regionali stanziati, rimodulati, scomparsi e poi riapparsi, disciplina dei rapporti tra Comune e operatori in continua evoluzione, hanno caratterizzato questo decennio. Roma Capitale qualche giorno fa ha approvato i nuovi schemi di convenzione. La Regione Lazio, ora, definisca senza ulteriore indugio le direttive attuative del programma. E' trascorso quasi un quinquennio da quando il Piano casa regionale è stato varato - evidenzia Bianchi - con lo scopo preciso di agevolare la ripresa del settore delle costruzioni. Di fatto non ha prodotto i risultati auspicati anche per la resistenza delle Amministrazioni a superare ragionevolmente alcune criticità attuative. Ora si attende la legge di modifica, il cui testo, varato un anno fa dalla Giunta, ancora non è stato approvato dal Consiglio».

LE AZIENDE ITALIANE L'ESTERO - Ma se in Italia, l'edilizia sta vivendo un periodo nero, all'estero le grandi imprese nostrane ottengono risultati più che positivi: "Il fatturato è triplicato in meno di dieci anni". A rivelarlo è Paolo Buzzetti, presidente dell'Ance (Associazione nazionale dei costruttori edili) che aggiunge che i paesi in cui si lavora di più sono quelli dell'Est Europa, "tra tutti la Romania e la Polonia, ma anche i paesi transfrontalieri del Mediterraneo". Sempre secondo le parole di Buzzetti, alla fine del 2013, le aziende italiane erano in ben 87 paesi e il fatturato, dal 2004 al 2013 è cresciuto del 206%. In relazione, però, al mercato interno, il presidente spera che "nella legge di stabilità ci sia qualcosa sulla casa".