25 febbraio 2021
Aggiornato 14:00
Ferrari

Montezemolo: «Lascio un cassetto pieno di progetti»

«Ventitré anni in Ferrari sono passati molto in fretta, molto in fretta». Da settimane è il pensiero fisso di Luca Cordero di Montezemolo, dimissionario presidente del Cavallino, il brand più famoso al mondo. Lo ripete in conferenza stampa, accanto all'amministratore delegato di Fiat Chrysler, Sergio Marchionne.

MARANELLO - «Ventitré anni in Ferrari sono passati molto in fretta, molto in fretta». Da settimane è il pensiero fisso di Luca Cordero di Montezemolo, oggi dimissionario presidente del Cavallino, il brand più famoso al mondo. Lo ripete in conferenza stampa, accanto all'amministratore delegato di Fiat Chrysler, Sergio Marchionne, con il quale nelle ultime ore ha trattato per arrivare a un accordo sulla buonuscita che, secondo i calcoli provvisori, sarà di circa 14 milioni. Lo ripete in azienda, tra le scocche e i motori e qualche lacrima, dove si sono radunati dirigenti, quadri, impiegati e operai per un saluto: «è inutile guardare indietro: oggi l'orgoglio è che esco dall'azienda con risultati importanti». E tornato in ufficio (dove resterà fino al 13 ottobre) insiste: «lascio un cassetto pieno di progetti, poi chi viene dopo fa quello che vuole».

IL PARALLELO CON MARCHIONNE - Da un lato il «manager emotivo» Montezemolo che con una gamba fuori dall'azienda sta già trattando per il suo nuovo incarico come presidente di Alitalia: «sentirò il ceo di Etihad, James Hogan nei prossimi giorni». Dall'altro il «manager freddo e tecnico» Marchionne che striglia i cronisti: «avete sollevato un polverone in queste ore, ma era già deciso da mesi. E' normale che succeda così in un'azienda». Uno, avvocato da sempre vicino alla famiglia Agnelli, che ha scoperto piloti come Schumacher e con loro ha vinto centinaia di Gran Premi. L'altro, autore della fusione tra Fiat e Chrysler, che - consapevole della «sacralità» del territorio che calpesta - oggi ha voluto rassicurare fan, clienti e appassionati: «un Suv americano non lo vedrete mai» e «non c'è minima intenzione di integrare Ferrari in Fiat Chrysler».

IL RICORDO DI ENZO FERRARI - Luca e Sergio, a venti centimetri di distanza, per tutta la durata della conferenza stampa al Museo Ferrari di Maranello si sono prodigati in complimenti, ma era percepibile la distanza tra loro. «L'amicizia tra me e Luca continua, non è stata impattata da quanto è successo nel week end», dice il leader del Lingotto con la strigliata finale per il ko a Monza delle due monoposto. E Montezemolo non si lascia sfuggire un ricordo che muta in battuta: «la prima volta che venni qui era il gennaio del '73 e Enzo Ferrari mi disse che cercava un giovane perchè 'erano troppi anni che la Ferrari non vinceva'» e, guardando con un sorriso Marchionne, che prenderà il suo posto di presidente del Cavallino Rampante, ha aggiunto: «Sono corsi e ricorsi della storia...».

FINITA UN'EPOCA - «Rassegno perché obiettivamente credo che si finita un'epoca» spiega l'ormai ex presidente prima di lasciare il quartier generale della Ferrari: «saluto e ringrazio quelli che mi sono stati più vicini: Felisa che continuerà ad essere a.d., il direttore personale Mairano, il vicepresidente Piero Ferrari e l'ex dg Jean Todt». Ora «vorrei avere più tempo per andare a portare a scuola mio figlio di quattro anni».