11 maggio 2021
Aggiornato 15:30
Mercato del lavoro

Lavoro, nel 60% dei casi l'esperienza è un requisito indispensabile

Ingegneri ed economisti i laureati più richiesti nel mondo del lavoro. In aumento le opportunità per le qualifiche professionali (+20.200). È quanto mostrano le previsioni di assunzione formulate dalle imprese dell'agricoltura, dell'industria e dei servizi, registrate dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro per l'anno in corso.

ROMA - Ingegneri ed economisti sono i lauerati più richiesti nel mondo del lavoro, ma nel 60% dei casi l'esperienza è un requisito indispensabile. In aumento anche le opportunità per le qualifiche professionali (+20.200). È quanto mostrano le previsioni di assunzione formulate dalle imprese dell'agricoltura, dell'industria e dei servizi, registrate dal Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro per l'anno in corso.

In particolare, nel 2014 le assunzioni di candidati con una qualifica o un diploma professionale (con contratto stagionale o non stagionale) potranno raggiungere la quota di 89mila unità (20.200 in più del 2013), corrispondenti al 14,5% delle assunzioni totali di lavoratori dipendenti programmate dalle aziende, contro il 12,2% dello scorso anno. Un incremento che supera anche quello, pur significativo, che si registra per le assunzioni di laureati (2.500 unità in più rispetto allo scorso anno, per un totale di 66.600 assunzioni, pari al 10,9% di tutte quelle previste) e diplomati (16.600 in più rispetto al 2013, per un totale di 255mila unità da assumere, il 41,6% del totale). Laureati e diplomati continuano dunque a concentrare la maggioranza assoluta delle entrate previste dalle imprese (52,4%), ma è da notare come, a prescindere dal titolo di studio di cui si è in possesso, cresca la percentuale di assunzioni per le quali le imprese chiedono un'esperienza lavorativa pregressa (circa il 57% quest'anno, contro il 56 del 2013).

«Per ridare prospettive di occupazione ai nostri giovani - ha detto il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello - c'è bisogno di una strategia complessiva. Oltre a cambiare le regole della scuola, serve un cambiamento culturale nelle famiglie e nella società sul valore formativo del lavoro in impresa e sull'importanza dell'educazione all'imprenditorialità».

Le Camere di commercio «hanno maturato una lunga esperienza in questo campo e oggi - ha aggiunto Dardanello - sono pronte a fare da ponte tra i sistemi delle imprese e della formazione. Per questo chiedono una competenza chiara sui temi dell'orientamento formativo e professionale. Le imprese - ha aggiunto Dardanello - esprimono una forte richiesta per un dialogo strutturale tra sistema produttivo e mondo della formazione. Il titolo di studio oggi non basta più: chi assume chiede un'esperienza diretta del mondo del lavoro, acquisita già durante gli anni della scuola. Per questo i percorsi di alternanza scuola-lavoro non devono più essere l'eccezione ma la regola per i nostri ragazzi. Accanto a questo, è indispensabile rendere più efficace il sistema della formazione adottando il modello duale tedesco che in Germania ha avuto successo anche perché ha coinvolto direttamente Camere di commercio e imprese».