30 agosto 2025
Aggiornato 12:30
Industria alimentare

L'Italia punta sull'agroalimentare

Per quasi 6 italiani su 10 l'industria alimentare è infatti il settore che ci rappresenta di più al mondo, meglio di moda, design e automobili.

PARMA - L'immagine dell'industria alimentare è forte e la fiducia degli italiani verso il settore resta alta, nonostante una crisi che inizia a pesare sull'integrità del settore produttivo e continua ad erodere i consumi. Per quasi 6 italiani su 10 l'industria alimentare è infatti il settore che ci rappresenta di più al mondo, meglio di moda, design e automobili.
È la percezione, impensabile fino a pochi anni fa, fotografata dalla ricerca «Gli Italiani e l'alimentazione», condotta da Doxa per Federalimentare su un campione di 1000 persone rappresentativo della popolazione italiana adulta (15+ anni). In questa speciale classifica sull'«italianità», che Federalimentare rende nota in occasione di Cibus 2014, l'alimentare (57%) «doppia» il settore della moda (27%) e, a distanza ancora maggiore, altri capisaldi come l'automobilistico (7%), le calzature (7%) e il comparto dei mobilie del design (3%).

Ma c'è di più: alla domanda su quale sia il settore che ha investito maggiormente insostenibilità ambientale, il giudizio degli italiani non cambia, con l'alimentare (54%) ancora primo, e di gran lunga, su tessile e moda (13%), automobili (8%), calzature (7%) e arredo e design (6%).

Anche nella crisi, l'immagine dell'industria alimentare italiana tra i nostri connazionali resta positiva, su livelli analoghi (o superiori) rispetto a dieci anni fa. Secondo la ricerca Doxa-Federalimentare, circa 7 italiani su 10 (71%, con punte dell'81%, nelle famiglie con bambini al di sotto dei 14 anni) dichiarano di aver fiducia nei confronti della qualità dei prodotti alimentari industriali che portano in tavola - dato allineato a quelli riscontrati dal Monitor Doxa di 10-12 anni fa con simile metodologia. E cresce leggermente - passando dal 62% al 65% nello stesso arco di tempo - la fiducia percepita dagli italiani verso i controlli fatti dalle aziende alimentari sui cibi, dato che nelle famiglie con bambini sotto i 14 anni arriva al 75%.

«La percezione dell'industria alimentare come primo e vero simbolo del made in Italy, soprattutto in un momento complesso come questo - sostiene il presidente di Federalimentare, Filippo Ferrua Magliani - ci fa particolarmente piacere e certifica la vocazione alla qualità di un settore chiave dell'economia nazionale. Ma purtroppo la crisi è arrivata a colpire anche noi e non c'è tempo da perdere perché, in assenza d'interventi, rischiamo di perdere anche il traino che il nostro comparto ha continuato ad assicurare all'idea del Made in Italy sui mercati esteri».

Il 2013, «con il suo -4%, è stato l'anno peggiore per i consumi interni. Un trend negativo che continua, pur se attenuato, anche nel primo trimestre del 2014. In 10 anni abbiamo visto chiudere 12 mila microimprese. Questo nonostante un andamento decennale assai più dinamico (+8% contro -22%) rispetto al resto dell'industria italiana. L'industria alimentare ha ancora le potenzialità intatte per essere il motore della crescita e della ripresa della nostra economia. Ma serve una politica attenta e sensibile a sostenerne lo sviluppo, piuttosto che ad aggiungere tasse e burocrazia Misure come il bonus di 80 euro in busta paga potrebbero aiutare a rilanciare il clima di fiducia e favorire un incremento dei consumi alimentari che, grazie a questo provvedimento, potrebbero ammontare al +0,5% circa a valori correnti».