La birra approda a Cibus
Sarà un'ottima occasione per celebrare un prodotto che da millenni viene preparato con 4 elementi naturali: cereali, acqua, lieviti e luppolo, senza conservanti e coloranti e che può ormai contare su oltre 35milioni di consumatori in Italia.
PARMA - AssoBirra (Associazione dei Produttori della Birra e del Malto) approda a Parma per Cibus, dal 5 all'8 maggio, nello spazio micromalto al Padiglione 3. Si tratta di uno spazio di oltre 340mq all'interno del quale saranno ospitate 15 aziende, che si uniranno alle altre 10 presenti invece con spazi ad hoc. Sarà un'ottima occasione per celebrare un prodotto che da millenni viene preparato con 4 elementi naturali: cereali, acqua, lieviti e luppolo, senza conservanti e coloranti e che può ormai contare su oltre 35milioni di consumatori in Italia. Un vero e proprio fenomeno, quello birrario, che rappresenta un'eccellenza del Made in Italy, grazie anche ai circa 2 milioni di ettolitri esportati ormai ogni anno. Ma in questo inizio di 2014, oltre ad un calo dell'occupazione nell'indotto (passato dagli oltre 140 mila operatori a 136mila) si registra una frenata anche nel numero di aperture di nuovi microbirrifici.
«AssoBirra è ormai da anni la 'casa della birra', sia che si parli di birra industriale che di quella artigianale. Quando parliamo di birra - spiega Alberto Frausin, presidente AssoBirra - parliamo di un prodotto trasversale, che piace agli uomini ma che è sempre più spesso consumato anche dalle donne. Purtroppo il calo del potere d'acquisto degli italiani si riflette oggi anche in un calo dei consumi da cui la birra non è esentata. L'aumento delle accise scattato l'autunno scorso (il primo c'è stato il 10 ottobre, il secondo il primo gennaio 2014) insieme al prossimo, previsto il primo gennaio 2015, porterà ad un aumento di quasi il 30% dell'accisa, rischiando di infliggere un colpo terribile ai produttori. E i primi dati confermano le nostre preoccupazione, come dimostra il calo di aperture di nuovi microbirrifici, in controtendenza - per la prima volta - rispetto al trend degli ultimi anni».
Se nel mondo del food sono state in 10 anni 12mila le microimprese che hanno chiuso, il settore birrario ha invece registrato un percorso inverso. La birra è diventata negli ultimi anni un vero e proprio fenomeno. Questo ha permesso all'occupazione di crescere, passando solo nell'ultimo anno da 4.500 a 4.700 occupati diretti (dei quali circa 2.000 si stima siano impegnati proprio nei microbirrifici), con un incremento del +4,4%.
Un dato che, se spalmato nel periodo 2010-2012, sale addirittura al +17,5%. In questa crescita hanno giocato un ruolo importante, oltre all'occupazione mantenuta costante dalle grandi aziende, anche la nascita e la diffusione dei microbirrifici, arrivati ormai a oltre 550, con un trend di crescita costante di circa il 20% anno. Purtroppo, però, un mercato sostanzialmente stabile unito all'aumento delle accise deciso dal Governo lo scorso anno hanno di fatto frenato questa situazione. Per la prima volta - prosegue Frausin - nel primo quadrimestre del 2014 abbiamo registrato l'apertura di solo 11 nuovi microbirrifici contro i 30 del quadrimestre dell'anno precedente, con un calo di aperture stimato in un -65%.
I microbirrifici rappresentano un 4% del mercato birrario in termini di volumi venduti, ma questo dato conferma comunque una contrazione della fiducia nell'investimento nel settore che dal 2008 ad oggi aveva conosciuto un percorso di crescita. Anche questi sono i risultati di alcune scelte, come l'aumento delle accise già in parte entrato in vigore, che rischiano di mettere in crisi un intero settore che è ormai simbolo di Made in Italy, per questo ci stiamo battendo per dire «no» al prossimo aumento atteso per il primo gennaio 2015. Il calo dei consumi e l'aumento delle accise si inseriscono in un contesto in cui, a fronte di un aumento dell'occupazione diretta, è in calo invece l'indotto del settore, che ha visto scendere a 136mila gli occupati in Italia dai 140mila dell'anno precedente (-2,8%).
«La birra è un importante driver per l'economia italiana e anche europea nonché un importante 'creatore di lavoro' - dichiara Frausin - che va ben oltre le birrerie. Per ogni singolo lavoratore impegnato in una fabbrica di birra, vi è 1 operatore nel settore agricolo, 1 in quello dell'imballaggio e logistica, 1 nel marketing, 1 nella vendita al dettaglio e ben 11 nel settore dell'ospitalità. Per questo credo che quando parliamo di birra e di un numero sempre crescente di produttori, tra cui molti giovani, che si avvicinano a questa professione non possiamo che essere orgogliosi».
- 06/05/2014 A Parma fino all'8 maggio Cibus
- 05/05/2014 L'Italia punta sull'agroalimentare
- 05/05/2014 Volano le esportazioni di prodotti agroalimentari
- 03/05/2014 Il cibo made in Italy, il più richiesto al mondo