16 settembre 2019
Aggiornato 12:30
Agroalimentare

A Parma fino all'8 maggio Cibus

Alla sua diciassettesima edizione, il salone internazionale (biennale) dell’alimentazione ospita 2mila 700 aziende, 600 in più rispetto al 2010. Previsti molti eventi culinari e numerosi convegni a tema; fra i temi caldi l’internazionalizzazione, la lotta agli sprechi e alla contraffazione alimentare, l’innovazione e la sostenibilità

PARMA - A Parma dal 5 al 8 maggio in scena Cibus. Alla sua diciassettesima edizione, il salone internazionale (biennale) dell’alimentazione ospita 2mila 700 aziende, 600 in più rispetto al 2010. Previsti molti eventi culinari e numerosi convegni a tema; fra i temi caldi l’internazionalizzazione, la lotta agli sprechi e alla contraffazione alimentare, l’innovazione e la sostenibilità.

COLDIRETTI, AGROALIMENTARE DA RECORD - Intanto Coldiretti ha presentato in occasione della fiera gli ultimi dati sull'export dei prodotti agroalimentari. La buona cucina italiana piace sempre di più, le esportazioni sono cresciute del 38 per cento dall'inizio della crisi e hanno raggiunto nel 2013 il record storico di 33,4 miliardi di euro. I due terzi del fatturato realizzato all'estero si ottiene con l'esportazione di prodotti agroalimentari verso i paesi dell'Unione europea ma il Made in Italy va forte anche negli Stati Uniti con un valore di 2,9 miliardi e nei mercati emergenti come quelli asiatici. Il prodotto Made in Italy più esportato è il vino che nel 2013 secondo l'analisi della Coldiretti fa segnare il record storico delle vendite che per la prima volta raggiungono un valore attorno ai 5 miliardi di euro ma rilevanti sono anche le spedizioni all'estero di ortofrutta, quelle di pasta, di olio di oliva e formaggi.

FEDERALIMENTARE, ITALIANI HANNO FIDUCIA IN SETTORE - L'immagine dell'industria alimentare è forte e la fiducia degli italiani verso il settore resta alta, nonostante una crisi che inizia a pesare sull'integrità del settore produttivo e continua ad erodere i consumi. Per quasi 6 italiani su 10 l'industria alimentare è infatti il settore che ci rappresenta di più al mondo, meglio di moda, design e automobili. È la percezione, impensabile fino a pochi anni fa, fotografata dalla ricerca «Gli Italiani e l'alimentazione», condotta da Doxa per Federalimentare su un campione di 1000 persone rappresentativo della popolazione italiana adulta (15+ anni). In questa speciale classifica «sull'italianità», che Federalimentare rende nota in occasione di Cibus 2014, l'alimentare (57%) «doppia» il settore della moda (27%) e, a distanza ancora maggiore, altri capisaldi come l'automobilistico (7%), le calzature (7%) e il comparto dei mobilie del design (3%). Ma c'è di più: alla domanda su quale sia il settore che ha investito maggiormente insostenibilità ambientale, il giudizio degli italiani non cambia, con l'alimentare (54%) ancora primo, e di gran lunga, su tessile e moda (13%), automobili (8%), calzature (7%) e arredo e design (6%).

7 ITALIANI SU 10 SI FIDANO DELL'INDUSTRIA - Anche nella crisi, l'immagine dell'industria alimentare italiana tra i nostri connazionali resta positiva, su livelli analoghi (o superiori) rispetto a dieci anni fa. Secondo la ricerca Doxa-Federalimentare, circa 7 italiani su 10 (71%, con punte dell'81%, nelle famiglie con bambini al di sotto dei 14 anni) dichiarano di aver fiducia nei confronti della qualità dei prodotti alimentari industriali che portano in tavola - dato allineato a quelli riscontrati dal Monitor Doxa di 10-12 anni fa con simile metodologia. E cresce leggermente - passando dal 62 per cento al 65 per cento nello stesso arco di tempo - la fiducia percepita dagli italiani verso i controlli fatti dalle aziende alimentari sui cibi, dato che nelle famiglie con bambini sotto i 14 anni arriva al 75 per cento.

CIBUS, EXPORT PUÒ CRESCERE ANCORA - L'export alimentare italiano può aumentare dagli attuali 26 miliardi a 70 miliardi di euro nello spazio di circa 10 anni ed il food made in Italy può uscire dalla catalogazione di nicchia per diventare un prodotto acquistato quotidianamente o quasi. E' quanto emerge dalla seconda giornata di Cibus, che ha dato spazio al rapporto tra produttori alimentari e grande distribuzione, italiana ed estera. Per esportare di più, le strategie sono diverse, come ha dichiarato Antonio Cellie, ceo di Fiere di Parma, intervenendo al convegno sulla promozione del Made in Italy organizzato da Gruppo Food e Fiere di Parma: «Noi di Cibus abbiamo pensato che la cosa migliore fosse portare le imprese italiane ad incontrare i buyer della distribuzione estera direttamente dentro i loro punti vendita. E di questo rapporto diretto hanno beneficiato sia le imprese sia Cibus». Nel corso del convegno è stata presentata una ricerca della Bain&Company sull'export italiano in cui è stato ricordato che la classifica dei Paesi che importano quote maggiori di cibo italiano vede nell'ordine: Germania, Usa, Francia, Regno Unito, con una crescita notevole di Cina, Russia e Brasile. «Va ricordato che l'Italia esporta un prodotto di qualità - ha sottolineato Andrea Petronio di Bain&Company - e quindi analisi e paragoni devono tener ben presente questo dato. Il consiglio alle imprese italiane è quello di individuare i mercati prioritari, evitando dispersioni».