26 gennaio 2020
Aggiornato 18:30
Commercio estero

Vino extra-europeo, aumentano le importazioni in Italia

Un'analisi della Coldiretti mette sull'attenti il mercato italiano: aumenta del 58% l'import di vino sfuso da paesi extra-europei, che viene poi imbottigliato in Italia, senza garanzia di trasparenza e di tracciabilità

ROMA - Sono aumentate del 58 per cento le importazioni in Italia di vino proveniente da Paesi extracomunitari in cisterne per un quantitativo di 72 milioni di chili. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti al Vinitaly sulla base dei dati Istat relativa al 2013 dalla quale si evidenzia che oltre 45 milioni di chili arrivano dagli Stati Uniti, 19 milioni dal Sudafrica e 3 milioni dall’Australia in confezioni superiori ai due litri.

La parte più rilevante delle importazioni di vino arriva in realtà dai Paesi dell’Unione Europea che - continua la Coldiretti - spediscono in Italia ben 155 milioni di chili di vino sfuso da imbottigliare che porta il totale mondiale degli arrivi a 227 milioni di chili, pari al 5 per cento della produzione italiana. Occorre fare chiarezza sulle destinazioni finali di queste produzioni «a chilometro illimitato» e - sottolinea la Coldiretti - rendere quindi pubblici i nomi delle aziende che le importano per consentire ai consumatori piena libertà di scelta. Un quantitativo elevato che viene probabilmente imbottigliato in Italia e che se non viene garantita la trasparenza e la tracciabilità rischia - conclude la Coldiretti - di fare concorrenza sleale ai produttori nazionali e di ingannare i consumatori.