23 luglio 2019
Aggiornato 09:00
Osservatorio congiunturale mercato delle costruzioni

Costruzioni in Veneto: investimenti -7% nel 2013

Cinque anni di flessione nonostante la buona performance del Piano casa. Persi 33.000 addetti e l’8% di imprese. Indagine PROFILI: il 60% delle aziende non ha strategie di innovazione

VENEZIA - Nonostante la buona performance del Piano casa – 72.000 domande e 2,6 miliardi di investimenti attivati negli ultimi quattro anni – il mercato delle costruzioni nel 2013 ha vissuto un anno molto difficile. Gli investimenti sono diminuiti del -7% e tutti i settori hanno registrato dinamiche negative con l’eccezione del recupero residenziale (+0,9%) sostenuto dal Piano casa. L’ultimo trimestre 2013 segna un leggero miglioramento (-1,1%) su base annua, che potrebbe rappresentare un rimbalzo tecnico positivo rispetto alle dinamiche precedenti. Il ritardato rinnovo degli incentivi governativi sulle riqualificazioni ed efficientamento energetico (50% e 65% di detrazioni fiscali in 10 anni) ha creato però un rallentamento della domanda, accentuato dalle polemiche sul rinnovo del Piano casa.

Il mercato delle costruzioni veneto nel 2013 ha avuto il suo quinto anno di forte flessione. Fra 2008 e 2013 il mercato della nuova costruzione residenziale ha perso il -51,5% degli investimenti; quello della produzione non residenziale privata il -59,2%; gli investimenti in opere pubbliche si sono ridotti del -4,7% nel nuovo e -39,5% nel rinnovo. Solo il mercato del recupero ha segnato negli ultimi cinque anni una crescita (+12%) grazie agli incentivi del Governo e del Piano casa. Il 2013 per industria e artigianato delle costruzioni resterà uno dei peggiori per l’occupazione: il settore ha perso 19.500 addetti, l’11,7% della forza lavoro, e dall’inizio della crisi ad oggi oltre 33.000 addetti, il 18,4% del totale. Nello stesso periodo le imprese sono calate dell’8%. Un dato preoccupante emerge dall’approfondimento di Unioncamere Veneto con l’indagine PROFILI: di fronte alla crisi il 60% delle imprese non ha attuato strategie, aspettando che passasse il periodo negativo. Del rimanente 40%, la metà ha giocato la carta più immediata: riduzione dei costi e personale senza ridefinire gestione d’impresa o creare sistemi di rete.

Il quadro emerge dall’analisi trimestrale dell’Osservatorio congiunturale sul mercato delle costruzioni nel Veneto, nato nel 2009 fra Unioncamere del Veneto e Edilcassa Veneto (col supporto tecnico-scientifico del CRESME). I dati sul settore edilizio e un focus su Piano casa e prospettive di collaborazione tra imprese ed avvio di nuovi mercati sono stati presentati presso Unioncamere del Veneto. Presenti Fernando Zilio, presidente Unioncamere del Veneto, Virginio Piva, presidente Edilcassa Veneto, e Marino Zorzato, vicepresidente Regione del Veneto.

RISULTATI 2013 - Il quarto trimestre 2013 evidenzia ancora una flessione del fatturato (-1,1%) anche se meno negativa di quella dei trimestri precedenti. Dinamiche simili per le imprese artigiane e non artigiane. Diversi gli indicatori a livello territoriale: in calo tutte le province tranne Vicenza, che nell’ultimo trimestre segna una frenata della caduta (+0,2%). Ancora in flessione gli ordini (-1,3% contro il -4,7% del trimestre precedente). In forte calo l’occupazione (-6%).

PREVISIONI 2014 - Pur proseguendo la tendenza negativa, migliorano le previsioni. Se nel IV trimestre 2012 si erano registrati -31,4 punti percentuali, il IV trimestre 2013 presenta un valore pari a -27,9 p.p. Il miglioramento di questo indicatore, che esprime il saldo tra aspettative positive e negative, si accompagna ad un miglioramento degli altri indicatori previsionali: dalla dinamica dei prezzi (25,4 p.p.) a quella degli ordini (-21,7 p.p.), fino all’occupazione che, nonostante i numeri fortemente negativi, evidenzia una speranza da parte delle imprese venete (1,9 p.p.).

PIANO CASA IN VENETO (EDILCASSA VENETO) - A fine gennaio 2014 la rilevazione ha stimato circa 72.000 domande, delle quali il 12% non accolte dai Comuni intervistati. Circa 63.350 domande presenti ed effettive, che fanno riferimento ad un sistema di imprese che per il 27% tra le artigiane e per il 15% di quelle non artigiane ha utilizzato lo strumento realizzando interventi. Valori in crescita di 2 e 5 punti percentuali rispetto alla precedente rilevazione. Il 72% dei lavori ha riguardato un importo medio per singolo intervento fra 20mila e 30mila euro, mentre i lavori di maggiore dimensione sono pari al 28%. La proiezione del valore medio dell’«intervento tipo» conferma la media di 40mila euro. Complessivamente un mercato effettivo di 2,6 miliardi di euro. La media di domande approvate per Comune è 109. L’incidenza a livello territoriale e di impatto è sostanzialmente nulla: 3 domande per kmq con una media di 160 metri cubi a intervento, un aumento di 480 metri cubi per kmq su edifici già esistenti.

INDAGINE PROFILI (UNIONCAMERE DEL VENETO) - I risultati di un’indagine (500 imprese) svolta da Unioncamere del Veneto nell’ambito del progetto «PROFILI – Creazione di una piattaforma transfrontaliera di servizi per il miglioramento dei Processi della Filiera allargata delle costruzioni edili» ha evidenziato che, di fronte alla crisi, il mercato delle imprese si è sostanzialmente diviso: un 15%-20% ha spinto sull’innovazione per lo più ottimizzando la gestione d’impresa, riorganizzando il mercato e specializzando la propria attività stringendo accordi con altri soggetti della filiera; l’80%-85% non ha modificato la propria attività aspettando che la crisi passasse, probabilmente in base alle esperienze del passato quando le crisi duravano pochi anni per poi riaprire alla crescita. Emerge in generale una difficoltà delle imprese ad organizzarsi con sistemi a rete nel mercato e una preferenza ad agire da soli. PROFILI, progetto europeo di cooperazione tra Italia e Slovenia, mira a favorire iniziative di Partenariato Pubblico Privato (PPP) per le imprese della filiera delle costruzioni edili. Tra gli output più rilevanti vi è la creazione di una piattaforma informatica che offre servizi per le imprese transfrontaliere, per rafforzare lo scambio di conoscenze, promuovere una maggiore competitività, intensificare le relazioni economiche e favorire un allargamento del mercato. I territori interessati sono Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia e tutte le regioni della Slovenia. www.profili-ita-slo.eu.

Fernando Zilio, presidente Unioncamere del Veneto - «Per anni in Veneto si sono costruiti capannoni ed aree industriali senza sapere realmente cosa metterci dentro. Va ora attuata la «logica dell’esistente» puntando su ristrutturazioni e una mappatura delle zone industriali della regione. Dobbiamo dare la possibilità ai nostri imprenditori di espandersi, magari acquistando quegli immobili sfitti già vicini alle loro attività, anche perché così facendo eviteremo che questi capannoni inutilizzati finiscano nelle mani di attività commerciali che fanno concorrenza sleale e stanno mettendo in ginocchio il commercio regionale. Solo così possiamo dar vita a zone industriali d’eccellenza e di vera innovazione».

Virginio Piva, presidente Edilcassa del Veneto - «Le ricette per uscire dall’impasse ci sono e si chiamano incentivi, ma il sistema delle proroghe annuali non aiuta le imprese, anzi è controproducente per il mercato. Bene il piano casa, ma da solo non basta. Chiediamo semplificazione burocratica e un sostegno concreto da parte del sistema bancario, fino ad oggi latitante».

Marino Zorzato, vicepresidente Regione del Veneto - «Il nostro compito è ridurre la burocrazia per mettere cittadini, imprese ed operatori nelle condizioni di tornare a crescere a costo zero. Il Piano casa oggi è totalmente operativo e, in questi anni di crisi, ha fatto sopravvivere il settore dell’edilizia. Settemila artigiani e 11.000 posti di lavoro si sono conservati grazie al Piano casa. Certamente dobbiamo continuare sulla strada della semplificazione, per questo in Giunta arriverà il regolamento unico regionale per avere in tutti gli uffici tecnici dei Comuni stesse linee operative».