14 luglio 2020
Aggiornato 20:30
Vino

Vendemmia stile anni '90 nella Cantina Valpolicella Negrar

Per la Cantina, ampia possibilità di cernita delle uve migliori da destinare in appassimento nonostante la grandinata in Valpolicella del 25 agosto scorso. Vendemmia manuale, scelta precisa della Cantina che ripaga con la qualità in bottiglia

VERONA - In perfetto stile anni ‘90, nei tempi, nel clima e nella maturazione delle uve, la vendemmia 2013 sta per concludersi anche per uno dei più grandi produttori di Amarone, Cantina Valpolicella Negrar. «Per quanto ci riguarda, è una vendemmia che fa ben sperare per il Valpolicella e poi per l'Amarone, paragonabile in termini di quantità al 2010 (previsto un + 5% rispetto al 2012), ma in fatto di qualità possiamo azzardare una similitudine con il '95, annata che si è rivelata molto buona per l'Amarone solo negli ultimi giorni prima della maturazione», afferma Daniele Accordini, enologo e direttore della Cantina cooperativa.

Punto di forza della Cooperativa: possibilità di mantenere una qualità ottima nonostante un andamento meteo avverso. Le ragioni di tanto ottimismo, nonostante la violenta grandinata che ha colpito il 25 agosto scorso la Valpolicella, con danni significativi più di tipo qualitativo che quantitativo nei vigneti di San Floriano, Pedemonte e la parte bassa di Negrar, sta proprio nei tratti distintivi di Cantina Valpolicella Negrar. Innanzitutto, il grande vantaggio della Cantina cooperativa di avere vigneti nelle cinque vallate della Valpolicella storica, che consente la cernita solo delle uve migliori da destinare in appassimento per la produzione di Amarone e Recioto della Valpolicella. Cernita che, peraltro, storicamente la Cantina opera già in misura nettamente inferiore rispetto al 50% previsto dal disciplinare.

Selezione manuale dei grappoli. Altro fattore decisivo per aumentare la qualità della vendemmia, proprio della Cantina, la scelta di effettuare negli oltre 600 ettari di vigneto la vendemmia manuale. «Le uve Corvine hanno una buccia molto sottile e i battitori dei vendemmiatori meccanici possono rovinarla innescando contemporaneamente fermentazioni indesiderate, vanificando così il lavoro della Natura che, grazie alla buona escursione termica dei giorni scorsi, ha favorito l'accumulo nelle bucce di sostanze coloranti e polifenoli di qualità», spiega Accordini. Ulteriore, ma non meno importante fattore distintivo della Cantina, la formazione della professionalità dei 230 soci viticoltori. «La maggior parte dei nostri soci sono piccole realtà agricole - aggiunge Carlo Alberto Recchia, presidente di Cantina Valpolicella Negrar -, tutti viticoltori che amano andare in vigna di persona e scegliere grappolo per grappolo le uve migliori da destinare alla produzioni dei vini simbolo della Valpolicella».