25 ottobre 2020
Aggiornato 04:00
Energia

Scaroni: Il tema della sicurezza degli approvvigionamenti «non appartiene» a ENI

Lo ha ribadito l'amministratore delegato di Eni, in audizione al Senato tornando sul tema della sicurezza delle forniture: «Non è nostra responsabilità. Il Tap è una cosa piccola. Non è risposta a bisogni europei»

ROMA - Il tema della sicurezza degli approvvigionamenti «non appartiene» a Eni. È un tema di competenza del governo. Lo ha ribadito l'amministratore delegato di Eni, in audizione al Senato tornando sul tema della sicurezza delle forniture.
«Non vogliamo niente da nessuno, figuriamoci se vogliamo i soldi dei consumatori o del governo, ma non mi si chieda di svolgere un ruolo che non è mio. Non mi si può chiedere - ha spiegato - di essere io il custode della sicurezza degli approvvigionamenti e non vedere riconosciuti i costi che implica. Non è responsabilità di Eni».

SHALE GAS - «Mi aspetto che un po' in tutto il mondo si punterà sullo shale gas. Quando un paese non è autosufficiente dal punto di vista energetico le prova tutte, compreso lo shale gas», ha aggiunto.
Eni da questo punto di vista è in prima fila grazie anche all'alleanza con l'americana Quicksilver siglata nel 2009. «Abbiamo un'area in Cina che e' la zona più promettente dal punto di vista dello dello shale gas», ha ricordato il manager. «Ci stiamo vendendo come esperti di shale gas e continueremo a fare proposte in tal senso», ha concluso .

TAP «COSA PICCOLA»  Il gasdotto Tap «ben venga» anche se è «una cosa piccola piccola» che non risponde ai bisogni di approvvigionamento dell'Europa. Rispondendo ad una domanda sui nuovi gasdotti in fase di progettazione e realizzazione, Scaroni ha sottolineato che «South Stream e' iniziativa che serve anche ad Eni, e non solo ad Eni, per fornire mercato Ue del gas riducendo rischi di attraversamento dell'Ucraina». Mentre per quanto riguarda il progetto Tap «Io ne so poco perché non partecipiamo. Credo sia un gasdotto che porta gas azero in Europa ma e' una cosa piccola piccola. L'Unione Europea consuma 500 miliardi di metri cubi l'anno e il Tap ne porta 10. Ben venga ma non credo sia la risposta a bisogni di approvvigionamento dell'Europa».