28 settembre 2022
Aggiornato 11:30
Economia italiana

Visco: «Ripresa a portata di mano», Istat: «In un anno Pil giù del 2,1%»

Il governatore di Bankitalia: «I segnali indicano che la recessione sta volgendo al termine. Timori degli investitori su instabilità politica». L'Istituto di statistica: «Ottavo trimestre consecutivo di prodotto interno lordo in calo»

ROMA - Notizie contrastanti sullo stato di salute dell'economia italiana.
Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, ha detto che la ripresa «è ora a portata di mano» ma i tempi restano ancora «molto incerti» e i rischi al ribasso possono aggravarsi dall'instabilità politica.
L'Istat invece ha rivisto al ribasso la propria stima sul Pil. Nel secondo trimestre dell'anno, il prodotto interno lordo corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,3 per cento rispetto al trimestre precedente e del 2,1 per cento nei confronti del secondo trimestre del 2012.

VISCO, RIPRESA A PORTATA DI MANO - Tornando a Visco, il governatore di Palazzo Koch è intervenuto alla Farnesina nell'ambito del Council of Councils Regional Conference organizzato dall'Istituto affari internazionali (Iai). «I segnali indicano che la recessione sta volgendo al termine», si legge in un passaggio dell'intervento, «ma i tempi e la forza della ripresa sono ancora molto incerti». I rischi «al ribasso aumentano per i timori degli investitori circa una possibile instabilità politica», ha aggiunto ancora il numero uno di Bankitalia. La ripresa «è ora a portata di mano», ha concluso, ma i rischi «al ribasso rimangono significativi» e «se vogliamo cogliere questa opportunità non possiamo vanificare i nostri sforzi».
Poi il governatore ha parlato degli istituti di credito italiani, sottolineando che gli «episodi illeciti» che hanno colpito alcune banche italiane «sono rilevanti ma circoscritti».

BANCHE PICCOLE E MEDIE PIÙ COLPITE DA CRISI - La lunga recessione e la crisi del debito sovrano ha pesato sul nostro sistema bancario, «che avevano mostrato nel suo complesso una buona capacità di resistenza» alla crisi finanziaria, colpendo in particolare gli istituti di medie e piccole dimensioni. Sempre parlando delle banche di medie e piccole dimensioni, più colpite dalla crisi economica per una minor loro diversificazione dei rischi e dei ricavi, Visco ha sottolineato che «ulteriori sfide sono arrivate da strutture di governance deboli, che possono complicare il rafforzamento di capitale e la modifica dei modelli di business». In tal senso, ha sottolineato il governatore, per questo tipo di banche «c'è stata e continua ad essere un'intensa azione di vigilanza».

ISTAT, IN UN ANNO PIL GIÙ DEL 2,1% - L'Istat ha rivisto al ribasso la propria stima sul Pil. Nel secondo trimestre dell'anno, secondo i dati diffusi dall'Istat, il prodotto interno lordo corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,3 per cento rispetto al trimestre precedente e del 2,1 per cento nei confronti del secondo trimestre del 2012. Ad agosto la stima preliminare aveva rilevato una diminuzione congiunturale dello 0,2 per cento e una diminuzione tendenziale del 2 per cento. Questo è l'ottavo trimestre consecutivo in cui il Pil italiano ha visto un calo congiunturale.
La variazione acquisita del Pil (la crescita annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell'anno, ndr) per il 2013 è pari al -1,8 per cento.

CALA DOMANDA INTERNA, SALE EXPORT - A calare sono stati i principali aggregati della domanda interna (consumi finali nazionali e investimenti fissi lordi), che sono diminuiti entrambi dello 0,3 per cento. Dalla domanda estera è arrivato un apporto positivo con le esportazioni aumentate dell'1,2 per cento. Le importazioni hanno registrato invece una flessione dello 0,3 per cento.

FAMIGLIE CONSUMANO 3,2% IN MENO - La spesa delle famiglie italiane nel secondo trimestre del 2013 ha registrato una diminuzione, in termini tendenziali, del 3,2 per cento. Gli acquisti di beni durevoli sono diminuiti del 7,1 per cento, gli acquisti di beni non durevoli del 3,3 per cento e gli acquisti di servizi dell'1,8 per cento.

INVESTIMENTI AL -5,9% - Gli investimenti fissi lordi hanno segnato nel complesso una diminuzione tendenziale del 5,9 per cento. In particolare si è registrata una flessione del 7,5 per cento degli investimenti in costruzioni e del 5,4 per cento della spesa in macchinari e altri prodotti, mentre gli investimenti in mezzi di trasporto sono aumentati del 2,3 per cento.

NESSUN COMPARTO CRESCE - Il calo congiunturale nell'agricoltura è del 2,2 per cento, nelle costruzioni dello 0,9 per cento, nei servizi dello 0,3 per cento e nell'industria dello 0,1 per cento.
In termini tendenziali invece il valore aggiunto è diminuito del 6,9 per cento nelle costruzioni, del 2,6 per cento nell'agricoltura, del 2,5 per cento nell'industria in senso stretto e dell'1,2 per cento nei servizi.

DE, UK, USA, JP, FR CRESCONO - Il confronto con gli altri principali Pesi è impietoso: il Pil è cresciuto nel secondo trimestre in termini tendenziali dello 0,7 per cento in Germania e nel Regno Unito, dello 0,6 per cento negli Stati Uniti e in Giappone e dello 0,5 per cento in Francia. In termini tendenziali, si è registrato un aumento dell'1,6 per cento negli Stati Uniti, dell'1,5 per cento nel Regno Unito, dello 0,9 per cento in Giappone, dello 0,5 per cento in Germania e dello 0,3 per cento in Francia.
Nel complesso, il Pil dei Paesi dell'area Euro è aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente ed è diminuito dello 0,5% nel confronto con lo stesso trimestre del 2013.