23 febbraio 2020
Aggiornato 22:00
Lavoro

Con la crisi delle vacanze 25mila disoccupati in più

Lo sostiene la Coldiretti sulla base dei dati Ipr Marketing, sottolineando che «le difficoltà del settore turistico pesano molto sulla disoccupazione, soprattutto giovanile. Solo il 51% degli italiani in vacanza mangia fuori, il 32% cucina»

ROMA - La crisi delle vacanze, «con solo il 64% degli italiani che ha scelto di andare in ferie», ha causato la perdita di «almeno 25mila posti di lavoro nel settore della ristorazione turistica», dove trovano opportunità di occupazione stagionale soprattutto i giovani. Lo sostiene la Coldiretti sulla base dei dati Ipr Marketing, sottolineando che «le difficoltà del settore turistico pesano molto sulla disoccupazione, soprattutto giovanile».

Quest'anno, spiega l'organizzazione agricola, «solo poco più della metà degli italiani in vacanza (51%) mangia fuori in ristoranti, trattorie, agriturismi e pizzerie, mentre una minoranza del 7% si affida a bar o fast food e il 32% prevede di cucinare da solo». Un trend che ha «pesanti ripercussioni sul settore turistico, con la perdita di ben 25mila posti di lavoro, di cui l'80% stagionali, in bar, ristoranti e altre imprese legate alle vacanze».

Nel complesso, tra il consumo di pasti nella ristorazione (13,9 miliardi) e l'acquisto di prodotti alimentari nei negozi e nei mercati (10,1 miliardi), i turisti italiani e stranieri spendono per mangiare e bere circa 24 miliardi, su un totale di 72,2 miliardi per il giro d'affari annuo. «La gran parte - conclude la Coldiretti - dei risultati economici e delle opportunità di lavoro nel turismo nell'estate 2013 dipende quindi dalle scelte dei turisti a tavola, che condizionano i bilanci di ristoranti, agriturismi, mercati, pizzerie, negozi, bar e gelaterie».