22 aprile 2021
Aggiornato 02:30
«Scenari industriali» del Centro Studi di Confindustria

Manifattura italiana a rischio

Quasi 55mila imprese del settore hanno chiuso i battenti a causa della crisi nel quadriennio 2009-2012. Nel solo manifatturiero le aziende attive nel 2012 erano quasi il 5% in meno di quelle attive nel 2009

ROMA - Rischio sopravvivenza per l'industria manifatturiera italiana. Quasi 55mila imprese del settore hanno chiuso i battenti a causa della crisi nel quadriennio 2009-2012. Nel solo manifatturiero le aziende attive nel 2012 erano quasi il 5% in meno di quelle attive nel 2009. A fotografare l'impatto della crisi sulle aziende italiane è il Centro Studi di Confindustria negli 'Scenari Industriali'.

CONDIZIONI CRITICHE - Gli economisti di Confindustria hanno calcolato che la crisi ha già causato la distruzione di oltre il 15% del potenziale manifatturiero italiano, con una punta del 40% negli autoveicoli e cali di almeno un quinto in 14 settori su 22. In Germania, invece, il potenziale è salito (+2,2%).
«A metà 2013 - ha avvertito il CSC - la manifattura italiana è in condizioni molto critiche. Le due violente recessioni hanno determinato una caduta così profonda e prolungata dei livelli di attività da mettere a repentaglio decine di migliaia di imprese». Se nel primo trimestre dell'anno in corso il Pil è risultato inferiore dell'8,6% al picco pre-crisi, la produzione industriale, secondo le stime del Csc, è quasi del 25% più bassa, con diversi settori che registrano flessioni anche superiori.