4 giugno 2020
Aggiornato 07:30
Settore vitivinicolo

Vino, nel mondo si beve italiano

«Un bicchiere su cinque bevuto nel mondo è italiano». Lo sottolinea il Centro Studi di Confagricoltura analizzando le previsioni dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV), per il 2012, sull’export mondiale del vino, che vede sempre più protagonista la produzione enoica nazionale

ROMA - «Più di un bicchiere di vino su cinque di quelli commercializzati nel mondo sono italiani. Nel corso degli ultimi anni, la produzione di vino italiana si è sempre più orientata sui mercati esteri, seguendo il progressivo aumento del consumo nel mondo». Lo sottolinea il Centro Studi di Confagricoltura analizzando le previsioni dell’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (OIV), per il 2012, sull’export mondiale del vino, che vede sempre più protagonista la produzione enoica nazionale.

META' DELLA PRODUZIONE VA ALL'ESTERO - L’Italia, nonostante il forte calo produttivo del 2012, è sempre il primo esportatore mondiale di vino con oltre 21 milioni di ettolitri venduti oltre frontiera e con una quota del mercato mondiale che si attesta al 21,5%, superando Spagna (19,1%), Francia (15%). Argentina e Cile (11,2%), Australia e Nuova Zelanda (8,8%), Stati Uniti (4,3%). Dal 2000 ad oggi - stima il Centro Studi di Confagricoltura sulla base delle previsioni dell’OIV – si è passati dal 28% di produzione vitivinicola italiana esportata in altri Paesi ad oltre il 50% di nostro vino prodotto che varca le frontiere.

CONSUMI MONDIALI STABILI - Tra alti e bassi, si registra quindi una tendenza che ha fatto quasi raddoppiare negli ultimi anni la quota percentuale di vino italiano destinata all’export. Nel 2012, complice anche un calo produttivo ed una sostanziale stabilità dei consumi mondiali (+0,6% la stima OIV), l’export si è riportato ai valori di due anni fa.
«Le nostre esportazioni - prevede infine il Centro Studi di Confagricoltura - supereranno i 21 milioni di ettolitri con una quota di vino destinata ai mercati esteri sostanzialmente allineata intorno al 54%, come lo scorso anno».

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