28 marzo 2020
Aggiornato 19:30
Impresa & Territorio

In Brianza la crisi rallenta ma non frena

Il recupero non cancella le preoccupazioni degli imprenditori che restano ancora incerti sull’andamento dei primi mesi del 2013. Preoccupazioni che si riflettono anche sul fronte occupazionale: il saldo tra entrate e uscite nel mondo del lavoro è pari a -0,7 punti percentuali, stabile il ricorso alla cassa integrazione

MONZA - Timidi segnali di recupero per l’industria manifatturiera brianzola: la produzione fa registrare +0,6% rispetto al trimestre precedente, anche se resta negativa la performance rispetto all’ultimo trimestre del 2011 (-1,2%). Meglio il fatturato, che registra segno positivo sia rispetto allo scorso trimestre (+0,5%), sia soprattutto rispetto allo scorso anno (+1,9%). Fanno da traino al cambio di tendenza gli ordini esteri, che anche nel IV trimestre continuano a «fare la differenza» per la competitività delle aziende brianzole, registrando una crescita del +0,4% rispetto al trimestre precedente e facendo salire al 37,3% la quota del fatturato estero. Tuttavia, i tre indicatori dal segno positivo, non cancellano le incertezze per l’inizio del 2013: si registrano segni negativi del saldo percentuale tra gli imprenditori che prevedono aumenti e quelli che prevedono diminuzioni per produzione, occupazione e ordini interni, mentre è ancora positivo il saldo (pari a 17 punti percentuali) per quanto riguarda le aspettative sulla domanda estera.

Anche i settori «chiave» dell’economia brianzola del legno-arredo e della meccanica, seppur ancora in sofferenza, registrano miglioramenti nella variazione tendenziale, vale a dire rispetto allo stesso periodo del 2011. Bene gli investimenti: la metà degli imprenditori brianzoli ne ha in programma di nuovi nel 2013 e 6 su 10 addirittura li aumenterà. Ancora in difficoltà il fronte occupazionale: nel IV trimestre del 2012 il saldo tra tasso di ingresso e tasso di uscita nel mondo del lavoro è pari a -0,7 punti percentuali, mentre resta pressoché invariato il ricorso alla cassa integrazione guadagni.

Sono alcuni dati che emergono dalla Analisi congiunturale trimestrale dell’industria manifatturiera della Brianza, realizzata dall’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza e dall’Ufficio Studi di Confindustria Monza e Brianza.
«La debole frenata della crisi - ha dichiarato Carlo Edoardo Valli, Presidente della Camera di commercio di Monza e Brianza - sostenuta da segnali di miglioramento rispetto al trimestre precedente e allo scorso anno, ora deve essere accompagnata da forti politiche di sviluppo, sia a livello locale che nazionale, in grado di far ripartire anche quelle realtà di piccole dimensioni, che ancora faticano a risalire, di infondere fiducia agli imprenditori e di supportare il mercato del lavoro. Come Camera di commercio di Monza e Brianza intendiamo spingere l’acceleratore in primo luogo sul fronte occupazionale per non disperdere il know how e l’esperienza decennale accumulata nelle nostre aziende. Al contempo vogliamo rafforzare la nostra presenza sui mercati esteri, convinti che questi siano la risposta di lungo periodo per la competitività delle nostre imprese.»

«La forte vocazione manifatturiera della Brianza - afferma il Presidente di Confindustria Monza e Brianza Renato Cerioli - resta il motore grazie al quale le imprese affrontano meglio di altri territori la crisi. Lo dimostrano i dati dell’indagine dai quali emerge un ruolo sempre più determinante dell’export che continua ad essere il traino per le nostre imprese, a dimostrazione che il tessuto produttivo brianzolo riesce a far fronte alle richieste dei mercati esteri divenuti sempre più competitivi. Anche per questo Confindustria Monza e Brianza sta aprendo e consolidando relazioni commerciali con i Paesi che rappresentano mercati interessanti per le nostre imprese, agevolandole nei rapporti con le istituzioni straniere. E’ necessario- sostiene il Presidente di Confindustria Monza e Brianza Renato Cerioli- ritrovare un clima di fiducia affinché questi timidi segnali di recupero possano rafforzarsi».

PRODUZIONE INDUSTRIALE - Nell’ultimo trimestre del 2012, la produzione dell’industria manifatturiera brianzola registra segno negativo sul fronte tendenziale (-1,2%), mentre rispetto al trimestre precedente registra una variazione positiva pari allo 0,6%. Il valore dell’indice destagionalizzato, che dà un’idea del gap rimanente tra il livello della produzione attuale e la massima produzione ottenuta in passato, si attesta ora a 97,4.
L’osservazione dei dati grezzi, per classi dimensionali mostra che rispetto al 4° trimestre del 2011, sono le piccole imprese (10-49 addetti) a registrare i risultati più negativi, mentre la tenuta è migliore, anche se sempre negativa, per le medie imprese (50-199 addetti) e addirittura positiva per le grandi imprese (200 e più). L’analisi tendenziale per settori di attività evidenzia ancora una difficoltà per i settori chiave del legno-mobilio e della meccanica, che registrano comunque miglioramenti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In sintonia con l’andamento della produzione, crescono sia il tasso di utilizzo degli impianti, che tuttavia si attesta ancora su bassi livelli (67,2%), sia il periodo di produzione assicurata, che si allunga fino a 78,3 giorni.

FATTURATO - Nel corso dell’ultimo trimestre dell’anno, l’andamento del fatturato totale a prezzi correnti registra una variazione positiva sia sul versante tendenziale (1,9%) sia a livello congiunturale (0,5%). Il trimestre in esame segna inoltre un aumento della propensione all’export: sale infatti al 37,3% la quota del fatturato estero dichiarato dalle imprese brianzole dell’industria manifatturiera.

ORDINI - Osservando l’andamento degli ordini, è possibile intuire la dinamica futura della produzione e del fatturato: il quarto trimestre 2012 registra purtroppo ancora segni negativi relativi agli ordini totali, influenzati dalla domanda interna, e questo si traduce in aspettative incerte, per il prossimo trimestre. Gli ordini esteri invece registrano segni positivi sia su base congiunturale (+0,4%) sia tendenziale (+0,9%).

OCCUPAZIONE - Continua ad essere difficile la situazione sul fronte del mercato del lavoro, con una variazione percentuale degli addetti nel trimestre pari a -0,7. Permane il ricorso alla cassa integrazione guadagni: rimane pressoché invariata la percentuale delle aziende che ne fa ricorso (23,8%) e contemporaneamente diminuisce la quota percentuale di ore di CIG sul monte ore trimestrale, pari al 2,7% (era 3,2%).

ASPETTATIVE - Le aspettative degli imprenditori evidenziano una crescente preoccupazione anche per l’inizio del nuovo anno: produzione, domanda interna e occupazione registrano infatti ancora segni negativi del saldo percentuale tra gli imprenditori che prevedono aumenti e quelli che prevedono diminuzioni (rispettivamente -14,5 punti percentuali, -33,6 e -9,8). Le aspettative sulla domanda estera mantengono invece un saldo positivo pari a 17,0 punti percentuali.
Infine la percentuale di imprenditori che si aspettano una situazione generale di stabilità è pari al 49,1% per la domanda estera, al 51,9% per la produzione e al 55,5% per la domanda esterna; mentre sale all’81,1% per l’occupazione.

INVESTIMENTI - Un’impresa su due ha realizzato investimenti nel corso del 2012 e il tasso di crescita del valore investito rispetto all’anno precedente si attesta all’1,1%. Rilevante il dato riguardante la portata degli investimenti previsti per il 2013: è pari al 49,3% la quota di coloro che intendono fare nuovi investimenti e circa 6 imprenditori su 10 aumenteranno l’entità degli investimenti.
La quota percentuale del valore degli investimenti sul fatturato delle imprese si attesta nel 2012 a quota 4%. La principale tipologia di investimento rimane l’acquisto di macchinari (81,2% dei casi), seguita dagli investimenti in informatica (57,8% dei casi).

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