6 aprile 2020
Aggiornato 01:00
Lavoro & Produttività

«Sulla produttività non è stato raggiunto un accordo»

Il lavoro, dunque, prosegue. Lo ha detto il presidente di turno di Rete Imprese Italia, Giorgio Guerrini, al termine dell'incontro tra le associazioni datoriali in Confindustria. Cgil: Il Governo ha impedito la conclusione della trattativa. Il leader della CISL Angeletti: La riforma del lavoro tomba della politica del Governo Monti

ROMA - Sulla produttività non è stato raggiunto un accordo. Il lavoro, dunque, prosegue. Lo ha detto il presidente di turno di Rete Imprese Italia, Giorgio Guerrini, al termine dell'incontro tra le associazioni datoriali in Confindustria.

CGIL: Colpa del Governo - La segreteria della Cgil, che si è riunita oggi, «in ragione dello stato del confronto con Confindustria svoltosi nella giornata di ieri e della discussione apertasi nel sistema di rappresentanza delle imprese, ritiene che un'eventuale intesa tra le parti, in applicazione dell'accordo del 28 giugno 2011, debba contenere la difesa del potere di acquisto dei salari nel contratto collettivo nazionale, legando aumenti di produttività alla contrattazione di secondo livello».
Inoltre un'intesa deve prevedere «la misurazione proporzionale della rappresentanza nelle Rsu; la rapida conclusione dei rinnovi contrattuali, luogo deputato non solo a definire le materie demandate alla contrattazione di secondo livello ma anche ad affrontare gli eventuali temi legati al recupero di efficienza e produttività».
«Su queste basi - aggiunge la Cgil - si è svolta la discussione in queste settimane, in particolar modo con Confindustria».

Passera: Commenti privi di senso - «Tutti stiamo lavorando seriamente. Il fatto che il Governo abbia messo 1,6 miliardi, forse una delle cifre più grosse, per favorire l'accordo, chiude commenti assolutamente privi di senso». Lo ha detto, a margine dell'incontro bilaterale italo-tedesco organizzato da Confindustria e Bdi, il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, rispondendo alla Cgil che ha accusato il governo di interventi tesi a delegittimare il sistema di rappresentanza delle parti sociali e la loro autonomia, impedendo cosi che il confronto potesse entrare nella fase conclusiva.

Angeletti: La riforma del lavoro tomba della politica del Governo Monti - «La riforma del mercato del lavoro è stata la tomba della politica del governo Monti». Lo ha detto intervenendo a Omnibus su La7 il segretario della Uil, Luigi Angeletti.
Secondo Angeletti «la riforma non ha stravolto nulla: ha introdotto alcune modifiche molto professorali e altre la cui efficacia è discutibile. È stato il tentativo di fare un'operazione politica analoga a quella delle pensioni, dove aveva dato dimostrazione di forza, ma è stata mal riuscita, perché da quel momento la forza politica del governo è iniziata a declinare, perché se un governo è condizionato dai partiti, smette di essere un governo tecnico».
Sulla questione esodati afferma: «Se dovessero risolvere la questione e si trovassero i soldi vuol dire che tutti i teorici risparmi dovuti all'eliminazione delle pensioni di anzianità saranno annullati e si ritorna, forse peggio dal punto di vista dei bilanci alla riforma Tremonti, cioè dell'allungamento dell'età pensionabile attraverso l'allungamento dell'aspettativa di vita». E conclude: «Il Governo avrebbe dovuto dire invece nel dicembre del 2011 che tutti gli accordi fatti tra lavoratori e imprese che prevedono la fuoriuscita sono nulli, salvo quelli registrati, e questo avrebbe risolto il problema degli esodati e del bilancio dello Stato».

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