11 aprile 2021
Aggiornato 21:00
Strategia energetica nazionale

Il Governo vuole tagliare la bolletta energetica di 14 miliardi l'anno

L'obiettivo si raggiungerà con «la riduzione dall'84 al 67% della dipendenza dall'estero, grazie a efficienza energetica, aumento produzione rinnovabili, minore importazione di elettricità e maggiore produzione di risorse nazionali». Passera: «Giusto rivedere contratti take or pay». Completata cessione 30% meno un'azione di Snam a CDP

ROMA - La strategia energetica nazionale punta a ridurre di circa 14 miliardi di euro l'anno la bolletta energetica italiana, ora a 62 miliardi attuali. È questo l'obiettivo contenuto nel documento presentato oggi al termine del consiglio dei ministri e sottoposto a consultazione pubblica. L'obiettivo si raggiungerà con «la riduzione dall'84 al 67% della dipendenza dall'estero, grazie a efficienza energetica, aumento produzione rinnovabili, minore importazione di elettricità e maggiore produzione di risorse nazionali».
«Le azioni proposte nella strategia energetica, che guarda al 2020 come principale orizzonte di riferimento - si legge nel documento - puntano a far sì che l'energia non rappresenti più per il nostro Paese un fattore strutturale di svantaggio competitivo e di appesantimento del bilancio familiare, tracciando un percorso che consenta al contempo di mantenere e migliorare i nostri già elevati standard ambientali e di sicurezza, grazie a investimenti consistenti attesi nel settore».

Passera: Giusto rivedere contratti take or pay - «Il tema della sicurezza degli approvvigionamenti è molto importante. Noi pensiamo che molti di questi contratti vadano rivisti». Lo ha detto il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, in merito alla possibilità valutata dall'amministratore delegato dell'Eni, Paolo Scaroni, di rivedere i contratti take or pay.
«Bisogna fare il possibile per andare all'arbitrato, ma sarà una loro scelta». Comunque, secondo il ministro, «le forme di sicurezza di approvvigionamento devono cambiare. Rinegoziare i rapporti starà a loro».

Completata cessione 30% meno un'azione di Snam a CDP - Eni ha completato l'operazione di cessione a Cassa Depositi e Prestiti di 1.013.619.522 azioni ordinarie di Snam, pari al 30% meno un'azione del capitale votante della società.
Cdp pagherà un corrispettivo totale di circa 3,517 miliardi di euro, di cui circa 1,759 miliardi di euro versati oggi, contestualmente al closing, e la parte restante in due tranche successive (la prima entro il 31 dicembre 2012, la seconda entro il 31 maggio 2013), secondo i termini già comunicati al mercato il 30 maggio 2012.
La cessione è stata effettuata a seguito del verificarsi delle condizioni sospensive, tra le quali l'avvenuta concessione del nulla osta da parte dell'Antitrust.
Al termine dell'operazione, Eni conseguirà un miglioramento della posizione finanziaria netta pari a circa 14,7 miliardi di euro, che deriva dal corrispettivo riconosciuto da CDP per la partecipazione ceduta e dal rimborso dei crediti infragruppo da parte di Snam.